Cerca e trova immobili
Ticino
Le Olimpiadi da dentro: “Che emozione”
Redazione
5 anni fa
Ricky Petrucciani racconta la sua esperienza vissuta a Tokyo e i progetti per il futuro: “In finale alle prossime Olimpiadi? Perché no”

Ricky Petrucciani ha chiuso la sua splendida avventura olimpica settimana scorsa nella semifinale dei 400 metri. Ritornato in Ticino, l’atleta locarnese si è raccontato ai microfoni di Teleticino, ripercorrendo le emozioni che ha vissuto a Tokyo attraverso le immagini scattate con il suo telefonino.

Si è partiti prima di tutto dallo stadio, vuoto, a causa delle restrizioni dovuti al Covid. Anche gli atleti hanno vissuto una sorta di vita un po’ da reclusi, limitandosi a percorrere la strada tra l’albergo e la pista. “Soprattutto nel pre-camp, avvenuto prima di arrivare al villaggio, siamo stati praticamente chiusi su due piani”, racconta Petrucciani. “Siamo usciti in un altro piano soltanto per mangiare. Era un po’ come essere in caserma, anche i letti non erano proprio comodissimi (ride)”. Ma al di là di queste restrizioni, quella di Tokyo è stata comunque una bella esperienza. “È stato bellissimo, soprattutto quando sono arrivato al villaggio olimpico. È stata una grande emozione, ho sentito il clima delle olimpiadi”.

Le immagini e il discorso si sono poi soffermati sugli altri atleti ticinesi in gara a Tokyo. “Ajla e Noè si sono fatti valere, Noè addirittura ha portato una medaglia di bronzo, un’impresa che non tutti riescono a fare. E il quinto posto mondiale di Ajla è stratosferico”. Petrucciani ha anche parlato del suo rapporto con l’allenatore Flavio Zberg. “Siamo molto legati, soprattutto dopo questa esperienza. Al villaggio abbiamo vissuto ogni emozione assieme”.

Poi lo sguardo è stato rivolto al futuro. Fra 3 anni ci sono le Olimpiadi di Parigi. Petrucciani si è detto fiducioso che la semifinale potrà tradursi in una finale. “Essere arrivati così vicini alla prima olimpiade, ti dà fiducia nella prossima per fare il passo finale”.

Infine il giovane ha parlato del suo legame con il Brasile (sua madre è brasiliana) e dei suoi prossimi appuntamenti che lo vedranno impegnato in pista. Il suo ricordo più bello, ha concluso, è stato il primo passo dentro la pista. “Quando ho visto sui rettilinei i cinque anelli, mi son detto ‘ce l’ho fatta. Sono un olimpionico’.

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata