
«Due splendidi fine settimana e quattro giorni di festa. Le cantine si sono vestite a festa, tra barricaie e splendidi vigneti. È davvero l’occasione per degustare vini che rappresentano un’eccellenza non solo svizzera ma anche internazionale, e soprattutto per scoprire le persone che ci sono dietro: professionisti eccezionali, animati da una grandissima passione». C’è chi conosce già il mondo del vino e chi lo scopre, magari per la prima volta. Chi sceglie una cantina in modo mirato, chi invece ama perdersi tra vigneti e barricaie senza una destinazione precisa. «Cantine Aperte» - giunte alla 26esima edizione - è proprio questo: un evento aperto a tutti, appassionati e curiosi, che intende celebrare il vino e il territorio nostrani attraverso degustazioni, visite e incontri. Un’occasione unica per avvicinarsi a un mondo fatto sì di tradizione, ma anche di innovazione. Alla tenuta San Giorgio di Cassina d’Agno, il direttore di Ticinowine Ivan Trezzini ci ha infatti spiegato che sono «tante le giovani generazioni che stanno riprendendo il lavoro dei genitori, appassionandosi al vino e portando nuove idee. C’è un’evoluzione del Merlot, ma anche nuovi vitigni che si possono davvero scoprire nelle cantine».
Riavvicinare i giovani
Una delle sfide è proprio quella di riavvicinare i giovani alla passione per il vino. E cosa c’è di meglio che vedere proprio le nuove generazioni impegnate a produrlo? Il direttore di Ticinowine ci ha affermato di vedere giovani «con una grande passione per il territorio, per l’enogastronomia e per prodotti di qualità, sostenibili e legati alla natura. Questo ci dà grande fiducia, anche per il futuro, perché in Ticino abbiamo prodotti di questo tipo e siamo convinti che le nuove generazioni sapranno apprezzarli, scoprendoli anche grazie a eventi come Cantine Aperte».
120 anni di Merlot in Ticino
Un invito che è stato accolto con grande entusiasmo, complice anche il ritorno del bel tempo dopo giorni di pioggia. Per tutta la giornata, le oltre quaranta cantine aderenti all’iniziativa di Ticinowine hanno registrato un continuo via vai di visitatori. E tra un brindisi e l’altro, l’evento è stato anche l’occasione per celebrare un’importante ricorrenza: i 120 anni del Merlot in Ticino. «È un’occasione eccezionale», ci conferma Trezzini. «Il Merlot infatti è nato nel Malcantone nel 1906 e si è poi sviluppato in tutto il Cantone, sia nel Sopraceneri sia nel Sottoceneri, assumendo le loro identità, che durante questi due fine settimana si possono scoprire. Si possono conoscere non solo i rossi, che restano la parte più importante e amata della produzione, ma anche le nuove declinazioni: rosati, bianchi e bollicine».
Sfide
Tradizione, ma anche sfide da affrontare. «In questo momento la principale è raccontarsi meglio, perché abbiamo grandi prodotti. Negli ultimi anni è stato fatto un lavoro enorme: i vini ticinesi vengono premiati e apprezzati sia nella Svizzera interna sia all’estero. Ora però dobbiamo farli conoscere ancora di più anche in Ticino. Abbiamo bisogno di ambasciatori ticinesi che portino questo prodotto nel mondo, perché dobbiamo esserne fieri e orgogliosi».

