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Ticino
Le nuove frontiere del telelavoro
Il telelavoro prende sempre più piede nelle aziende, e c’è addirittura chi ha trasferito a casa lo studio radio

Sono in molti, dall’inizio della pandemia, ad aver vissuto in prima persona l’avvento del telelavoro. Tra questi Boris Piffaretti, storico conduttore di Radio3i che dall’inizio dell’emergenza ha letteralmente trasferito il suo studio radio, ora scherzosamente denominato “l’astronave”, nel comfort della sua abitazione.

Trasmettere da casa, pregi e difetti
“Andare in studio per iniziare il programma alle 6 vuol dire svegliarsi a un quarto alle 5 e correre per arrivare al lavoro. Lavorando da casa - spiega il noto speaker- posso svegliarmi quasi al pelo eh sì... mi è capitato anche di andare in onda in pigiama! Alla lunga - conclude - manca il contatto umano con i colleghi”.

Il sondaggio di Syndicom
Ed è proprio il contatto umano il tasto dolente per 7 dipendenti su 10 interessati dal lavoro da casa. Emerge da un sondaggio del sindacato Syndicom. Il 49% invece lamenta la mancanza di una postazione di lavoro fissa garantita dal datore di lavoro.

L’esperienza delle AIL
Teleticino ha visitato anche le Aziende Industriali di Lugano, che in meno di due settimane si è letteralmente “svuotata” di 240 dipendenti amministrativi su 260. AIL che hanno cercato di ovviare a questi problemi attraverso l’adozione di uno specifico regolamento oltre che la fornitura di materiale specifico per svolgere il lavoro da casa. L’obiettivo adesso è mantenere l’utilizzo del telelavoro, anche se per una percentuale più bassa del personale.

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