
Il direttore del Dipartimento del territorio Claudio Zali lo aveva già anticipato in febbraio in Gran Consiglio, risponendo a un'interpellanza dei deputati de La Destra Sergio Morisoli e Paolo Pamini: "le misure d'urgenza contenute nel decreto anti-smog permettono di ridurre del 30% le emissioni nocive" (vedi articolo suggerito).
E ora c'è anche un rapporto stilato dall'Ufficio dell'aria, del clima e delle energie rinnovabili del Dipartimento del territorio a corroborare questa dichiarazione. Il rapporto, riportato oggi da La Regione, dimostra che la limitazione della velocità a 80 km/h tra Rivera e Chiasso messa in atto tra il 31 gennaio e il 2 febbraio scorsi ha ridotto le emissioni giornaliere di PM10 di circa il 30% e di ossidi di azoto di circa il 38%. "Da ciò ne consegue che il provvedimento, limitatamente al tratto autostradale considerato, ha avuto una grande efficacia" scrive il DT.
Anche il divieto di circolazione per automobili e furgoni diesel Euro 3 e inferiori, che ha toccato 8'430 automobili e 4'777 furgono targati Ticino oltre ai veicoli in entrata dall'Italia, "ha ridotto le emissioni di PM 10 del 14%", scrive il DT. "Ne consegue che il provvedimento è da considerarsi efficace."
Il bilancio è quindi soddisfacente, per cui qualora la concentrazione di polveri fini nell'aria dovesse tornare a farsi allarmante, il DT è pronto a far scattare nuovamente le misure urgenti.
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