
Ha generato la veemente reazione del Movimento per il socialismo (MPS), la dichiarazione proferita dal CEO delle FFS Andreas Meyer sulle future Officine a Castione, in occasione dell'annuale incontro tra il Consiglio di Stato e la direzione delle stesse FFS.
Secondo l'MPS, le parole utilizzate da Meyer ("Se discutiamo troppo a lungo sulla questione, se non riusciamo a trovare una soluzione in Ticino dovremo sondare altre possibilità") suonano come delle autentiche "minacce" verso le Istituzioni ticinesi.
"Minacce" che sempre l’MPS definisce "petardi bagnati, tipici di dirigenti aziendali arroganti ed irrispettosi verso la popolazione ticinese" normalmente utilizzate per "operazioni speculative". L’accordo raggiunto sul nuovo stabilimento FFS a Castione viene infatti considerato "già di fatto un abbandono della presenza industriale delle FFS in Ticino".
Il movimento socialista non le manda a dire neppure al Governo, definendo "subalterno e servile", "l’atteggiamento da parte del Consiglio di Stato e del Municipio di Bellinzona". Secondo l'MPS, infine, "Forse sarebbe ora che questi signori aprissero gli occhi e riconoscessero che hanno fatto male a dar fiducia ad Andreas Meyer ed alla dirigenza delle FFS".
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