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Alimentazione
Le mense di Mendrisio sempre più sostenibili
©Carlo Reguzzi
©Carlo Reguzzi
Ginevra Benzi
4 anni fa
La Città di Mendrisio sottoscrive l’impegno per le refezioni collettive firmando la Carta per un’alimentazione sostenibile. Fra gli obiettivi ridurre e eliminare alcuni prodotti alimentari, così come incentivare il consumo di prodotti locali.

La Città di Mendrisio si fa pioniera in Ticino nell’adesione alla Carta per un’alimentazione sostenibile, adottata di recente dal Consiglio di Stato e demandata al Centro di competenze agroalimentari Ticino al fine di diffondere e coordinare anche presso i Comuni l’attuazione delle misure in essa contenute.

Gli obiettivi

La Carta presenta diversi obiettivi, fra cui la promozione di una dieta sostenibile, variata ed equilibrata presso le mense, evitando inoltre gli sprechi alimentari e attingendo massicciamente ai prodotti agroalimentari locali. Nel dettaglio, la Carta incita a impegnarsi nell’utilizzo di prodotti certificati attraverso un label che ne attesti la provenienza, il metodo di produzione ecologicamente e socialmente sostenibile e, infine, che abbiano una filiera corta e che rispettino la stagionalità.

Banditi certi prodotti

In aggiunta, questa Carta mira alla riduzione, e all’eliminazione, della quota di prodotti critici di origine animale derivanti dall’allevamento in batteria, dagli ortofrutticoli di un altro continente, dal pesce e crostacei di specie in via d’estinzione o esotici. A essere eliminato definitivamente c’è l’olio di palma da produzione non sostenibile. Per quanto riguarda prodotti non coltivabili in Svizzera, come ad esempio caffè, tè e prodotti a base di cacao, occorre prediligere quelli perlomeno lavorati nella Confederazione e certificati dal commercio equo e/o sostenibile, con un occhio di riguardo all’ecopunteggio di Beelong.

Un cambiamento per le mense

Le mense collettive dovranno pertanto aumentare la loro percentuale di piatti a base di prodotti freschi a scapito delle preparazioni industriali, così come prediligere i metodi di cottura efficienti dal profilo energetico e favorendo l’acquisto di merce sfusa al fine di ridurre gli imballaggi non riciclabili. Queste pratiche sono comunque già correntemente in uso presso le cucine degli istituti scolastici cittadini; a titolo d’esempio si acquistano localmente i prodotti freschi (pane, pasta fresca, frutta, verdura e carne), mentre per i prodotti industriali si fa capo ad articoli elvetici certificati e sostenibili della grande distribuzione.

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