
È iniziata con il dibattito sulla tassa di collegamento l'ultima sessione del Gran Consiglio ticinese prima delle feste natalizie.
Ad assistere alle discussioni pure un gruppo di mamme del Mendrisiotto, giunte a Bellinzona armate di striscioni per manifestare il proprio sostegno alla misura.
Per la cronaca, al momento il dibattito sulla tassa di collegamento è entrato nel vivo. Il primo a prendere la parola è stato Sergio Savoia, relatore del rapporto di maggioranza (Verdi, PLR, PS e Lega): "Questa tassa non è perfetta ma altre proposte non ce ne sono. Non possiamo più aspettare, il traffico sta collassando e agire sui posteggi è un buon disincentivo per scegliere l'auto".
Poi Fiorenzo Dadò (PPD), relatore del rapporto di minoranza 1: "Nonostante con questa tassa si cerchi di manipolare la verità, ovvero che a pagare alla fine saranno soprattutto i ticinesi meno abbienti e che il problema nei centri urbani rimarrà, condividiamo gli intenti ecologici. È però necessario che il GC renda la tassa più appetibile visto che è già stato annunciato un referendum. Come? Votando i nostri emendamenti che, se non verranno approvati, saranno oggetto di un'iniziativa popolare".
Dura la presa di posizione di Gabriele Pinoja, relatore di minoranza 2: "Se l'intento è ridurre il traffico questa tassa è un fallimento in partenza. Ma la verità è che si vuole solo evitare il freno al disavanzo. Signor Zali, mi lasci dire che i conti dello Stato non si risolvono così".
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