
Tagliati, almeno in parte, in seguito alla modifica della LADI, i corsi linguistici per disoccupati faranno il loro ritorno in Ticino. Lo ha deciso oggi il Gran Consiglio, dando seguito a una mozione di Michele Guerra (Lega). Il Governo si era schierato contro la mozione, ritenendola priva di oggetto. Secondo la consigliera di Stato Laura Sadis "sarebbe inutile offrire questi corsi a principianti, perché ci vuole molto tempo per imparare una lingua". Sadis sosteneva inoltre che questi corsi sarebbero utili solo nel settore commerciale e amministrativo. La Commissione della gestione e delle finanze aveva però redatto un rapporto favorevole alla mozione (firmato dalla relatrice socialista Nicoletta Mariolini e ripreso dal collega Saverio Lurati), chiedendo al Consiglio di Stato di "appoggiare lo sviluppo di competenze linguistiche che favoriscano pratiche plurilingui e mobilità professionale sull'intero suolo nazionale." E oggi pomeriggio il Gran Consiglio ha preferito seguire il parere della Commissione anziché quello del Governo, riconoscendo che il plurilinguismo "potrebbe profilare positivamente i lavoratori e le lavoratrici indigeni rispetto ai lavoratori e alle lavoratrici non residenti." Solo tre i voti contrari alla mozione di Guerra.Poco dopo il Parlamento cantonale ha invece respinto un'interrogazione parlamentare proveniente dal leghista Stefano Fraschina, che intendeva introdurre dei "giorni di riposo" nella raccolta funghi, onde salvaguardare la natura. Con 55 voti a 3, il Gran Consiglio ha preferito mantenere lo status quo, che prevede unicamente un limite giornaliero alla raccolta, fissato a 3 chilogrammi.
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