
Dopo il suo discorso di commiato (vedi allegato, ndr.) e ringraziando la moglie un Norman Gobbi visibilmente emozionato - e tra le lacrime - ha passato oggi il testimone a Riccardo Calastri. E il neo eletto presidente del parlamento, con grande tranquillità, ha da subito lanciato un appello affinché la politica riacquisisca credibilità: "Molte ore vengono dedicate a temi di secondaria importanza. Altre volte temi importanti vengono affrontati rapidamente. Anche la presenza dei media influisce non sempre positivamente sui lavori parlamentari. Capita spesso che chi interviene ai dibattiti lo fa per apparire sui media. Mi appello al vostro senso di responsabilità. Dobbiamo dimostrare di operare con serietà: non siamo qui a perdere tempo". Calastri si è concentrato anche sui rapporti Comuni-Cantone: "Spesso prevale l'approccio polemico, la litigiosità. In questo modo non si va da nessuna parte. Il cantone non può spaccarsi in Sopra e Sottoceneri, in pianura e montagna o in centri e periferia. Le rivendicazioni vanno bene, ma bisogna tenere in considerazione le questioni generali".
Intervista a Riccardo Calastri: ingegnere 47enne, sindaco di Sementina
Calastri, per lei cosa vuol dire per lei essere eletto presidente del Gran Consiglio? “E’ il coronamento di 14 anni di impegno a livello cantonale. Il culmine che un parlamentare ticinese più raggiungere: dunque un traguardo che mi dà moltissima soddisfazione. D’altra parte il presidente del Gran Consiglio è sopra le parti e dunque cercherò, nel limite delle mie possibilità, di gestire al meglio i lavori del Parlamento, come hanno fatto d’altronde i miei predecessori”.
Questa nuova carica la preoccupa? “No. L’unica preoccupazione sarà quella di riuscire ad essere all’altezza del compito di gestire il parlamento. I tempi a cui andremo incontro in questa stagione saranno molto importanti. E penso in primo luogo alla crisi economica, con tutti i risvolti che avrà. E spero dunque che i colleghi mi daranno una mano per affrontare i temi legati alla crisi senza fronzoli, decidendo il più presto possibile. Perché il paese ha bisogno di decisioni. E non - come si dice - di: “parole, parole, parole” e di lunghi dibattiti. Ripeto: abbiamo bisogno di decidere per dare delle risposte concrete ai cittadini. E’ questo quello che si aspettano da noi”.
Che ci dice del suo predecessore Norman Gobbi? “E’ stato un buon presidente: è riuscito a gestire il parlamento senza fronzoli. Le posso garantire che non è semplice gestire 89 persone, ognuna con una storia differente. Norman ho potuto conoscerlo bene in questi due anni di ufficio presidenziale e ho trovato anche un amico”.
Gobbi - volendo fare una battuta - aveva un vantaggio su di lei: aveva i suoi dalla sua parte. Lei invece dovrà gestire le intemperanze dei leghisti… “E’ vero, ma bisogna anche dire che Norman Gobbi è stato duro anche con i suoi. Anche se, effettivamente, i problemi vengono in maggior parte dalla loro parte. Non vorrei fare nomi i cognomi. Dunque senza andare sul personale bisogna ammettere che quello leghista è l’unico gruppo che ha più volte lasciato l’aula...”
Come festeggerà l’incarico? “Stasera dalle 18.00 siete tutti invitati a Sementina. Il Comune ha organizzato una festa aperta a tutta la popolazione. Festeggeremo la mia elezione, ma il merito non è solo mio. Questa elezione è un riconoscimento per tutta la popolazione di Sementina e quindi la festeggeremo tutti insieme”.
Foto CdT Demaldi
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