
Il PPD Ticinese – e il suoi tre rappresentanti alle Camere federali Filippo Lombardi, Fabio Regazzi e Marco Romano – prendono atto "con stupore dei contenuti e del tono dell’odierna presa di posizione dell’UDC Ticino" (vedi articolo suggerito).
In un comunicato stampa odierno il Gruppo PPD alle Camere federali ribadisce che venerdì mattina non sosterrà in votazione finale il modello di applicazione del 9 febbraio elaborato da PLR e PS. "Il PPD ha presentato un concetto che avrebbe permesso alla Svizzera di adottare misure per gestire l’immigrazione in maniera autonoma, là dove questa genera distorsioni nel mercato del lavoro. Il Parlamento non ha incomprensibilmente voluto optare per questa possibilità, nemmeno l’UDC stessa che, a voce, ha riconosciuto la bontà del progetto PPD senza poi passare all’atto poiché non interessata ad una soluzione". Il Gruppo dunque, ribadisce la propria contrarietà "sia alla posizione dell'UDC sia alla proposta liberal-socialista" e ha "deciso con convinzione per l’astensione. Questo è un atto politico forte!"
Il PPD non risparmia una stoccata ai democentristi: "Vale comunque la pena ricordare che l’UDC dopo aver dato vita in Parlamento al teatrino dell’opposizione – con una linea massimalista formalmente contraria agli accordi bilaterali votati per cinque volte dal popolo svizzero, linea che non aveva nessuna chance di imporsi – si è prontamente sgonfiata annunciando in anticipo che rinuncerà al referendum contro questa legge di applicazione del 9 febbraio".
"Questa “non soluzione” – che come detto il PPD non sostiene ma che passerà comunque in Parlamento venerdì grazie al blocco di maggioranza sin d’ora assicurato da radicali, socialisti, verdi, verdi liberali e BDP – è stata costantemente definita dall’UDC come il tradimento della volontà popolare. Può darsi, ma allora risulta incomprensibile che i muscolosi difensori del 9 febbraio rinuncino così alla leggera a chiedere che il popolo si pronunci!"
Per il Partito popolare democratico l'UDC si è dimostrata "incoerente" su molti temi: "9 febbraio, libera circolazione, lavoro nero e dumping salariale".
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