
A furia di occuparsi di mansioni logistiche in ambito migratorio, le Guardie di confine non hanno più tempo per svolgere il loro mandato legislativo.
Ne è convinto il consigliere nazionale Marco Romano (PPD), che tramite una mozione chiede al Consiglio federale di intervenire per risolvere "una problematica che si sta acuendo".
Romano evidenza che oggi, a causa di compiti di trasporto e di sorveglianza di cui devono occuparsi le Guardie di confine, come ad esempio al centro di Rancate, solo due terzi dei treni vengono controllati, "semplicemente perché mancano le squadre necessarie a svolgere il lavoro".
"Il Corpo delle Guardie di confine si occupa sempre più anche di attività non strettamente legate al mandato attribuito, ad esempio la sorveglianza di infrastrutture di accoglienza e il trasporto di migranti" scrive Romano nella sua mozione. "Queste attività di carattere prevalentemente logistico impegnano parecchio personale che viene sottratto alle attività correnti di sorveglianza e registrazione. Nel contesto di ristrettezza di personale vi è un’inefficiente dispersione di risorse che diminuisce la capacità operativa alla frontiera (Legge doganale, controllo della frontiera e criminalità transfrontaliera). Tramite mandati a terzi o l’impiego di altro personale, in caso di necessità anche di personale specialistico dell’esercito, occorre gestire la situazione affinché le Guardie di Confine possano essere impiegate al meglio nell’attività di controllo della frontiera e di registrazione dei migranti. Ogni singola Guardia rappresenta un elemento importante considerata la pressione perdurante. Di conseguenza è necessario prendere tutte le misure possibili, in collaborazione con i Cantoni, per liberare le Guardie di confine da tutte le attività collaterali legate alla gestione dei migranti."
"La pressione alla frontiera, soprattutto a sud, è elevata da molti mesi" spiega Romano. "Il personale del Corpo Guardie di Confine è fortemente impegnato al fronte nel controllo della frontiera e nella registrazione dei migranti. Per garantire la migliore operatività possibile e la necessaria densità di controllo sono stati ripetutamente inviati rinforzi da altre regioni. A medio termine la situazione non muterà e il personale in servizio non è sempre sufficiente per controllare ad esempio tutti i treni in entrata da Chiasso."
Il consigliere nazionale PPD chiede quindi al Consiglio federale "di prendere tutte le misure necessarie affinché il Corpo Guardie di Confine (CGCF), nell’ambito dell’attività legata ai flussi migratori, possa concentrarsi sul lavoro centrale di controllo della frontiera e di registrazione dei migranti, senza doversi occupare di attività collaterali connesse alla logistica e alla gestione della situazione straordinaria. Nello specifico è fuori luogo che le Guardie di Confine si occupino di trasporti di migranti, di sorveglianza di infrastrutture e di altre attività non direttamente connesse al mandato conferito dal quadro legislativo. Per queste attività di carattere logistico sono necessarie risorse straordinarie senza fare capo all'effettivo del CGCF."
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