
“Attualmente le fotografie scattate dai radar fissi vengono conservate per ben 5 anni, e, a quanto risulta, senza una base legale adeguata: questo tempo di conservazione va ridotto”. Così il deputato leghista Lorenzo Quadri in una mozione presentata oggi. Uno dei motivi che spinge il deputato leghista a proporre questa modifica è la sproporzione che c’è tra la conservazione di dati di targhe che sono state utilizzate in ambito di reati e la conservazione di fotografie scattate tramite i radar fissi. La durata di conservazione di targhe di automobili che si sospetta siano stati oggetto di reato (gli strumenti di lettura delle targhe è stata approvata dal Parlamento) infatti vale per 100 giorni, dunque poco più di tre mesi, mentre quella di fotografie scattate dai radar è solo di cinque anni, a volte anche di più. Uno sproporzione dunque enorme perché quella delle fotografie radar è una durata che va “oltre 18 volte a quella approvata dal Parlamento per i dati raccolti tramite strumenti di lettura della targhe dei veicoli; strumenti oltretutto impiegati nell’ambito di reati ben più gravi che non l’infrazione di un limite di velocità”. Inoltre la violazione della privacy è evidente, continua Quadri, poiché “tali fotografie sono assai più invasive, in quanto non mostrano solo la targa del veicolo ma lasciano intravedere chi si trova alla guida”. “Un periodo di “schedatura” così lungo” conclude il deputato leghista “necessiterebbe di una base legale solida, che però non risulta essere presente. In effetti, stando a quanto dichiarato dal Consiglio di Stato alla Commissione della Legislazione del Gran Consiglio, la regola dei 5 anni poggerebbe sulla tradizione e sulla prassi in vigore anche in altri Cantoni; una motivazione assai claudicante, su cui ha espresso le proprie riserve anche il delegato cantonale alla protezione dei dati”. Visto la probabile mancanza di una base legale adeguata e la sproporzionale relazione sopraccitata che pare difficile da giustificare, Quadri chiede al Consiglio di Stato “di attivarsi affinché la durata di conservazione dei dati rilevati dai radar fissi in relazione ad infrazioni di velocità, specie se di lieve entità, venga drasticamente ridotta rispetto agli attuali 5 anni”.
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