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Ticino
Le finanze pubbliche "sono in costante miglioramento"
Le finanze pubbliche "sono in costante miglioramento"
Le finanze pubbliche "sono in costante miglioramento"
Redazione
7 anni fa
Pubblicato il rapporto del'IRE: nel 2016 aumentati i costi legati all'ordine pubblico e sicurezza. Speso meno per formazione e sicurezza sociale

Si rafforza il percorso di risanamento delle finanze cantonali. Nel 2016 il Ticino ha migliorato il proprio deficit di bilancio, che si attesta ora a un valore pari allo ‐0.13% del PIL cantonale, in miglioramento rispetto al valore di ‐0.39% registrato nel corso del 2015. Il minor deficit ha quindi permesso di migliorare il posizionamento relativo del Ticino rispetto agli altri cantoni: ora si situa nel terzo quartile della distribuzione del risultato di gestione ordinaria e straordinaria dei cantoni, passando dalla ventunesima posizione del 2015 alla diciassettesima del 2016.

È quanto emerge dal rapporto sulle finanze pubbliche in Ticino, pubblicato dall'Istituto di ricerche economiche (IRE). Lo sviluppo positivo, si legge nel rapporto, è principalmente dovuto all’aumento delle entrate fiscali ordinarie, mentre la quota di spesa pubblica rispetto al PIL cantonale si è mantenuta sostanzialmente costante nel periodo 2011-2016.

Gli investimenti, pari a circa l’1.6% del PIL cantonale, sono tuttavia diminuiti di -0.6 punti percentuali rispetto al 2011 e sono inferiori alla media dei cantoni (pari al 2.2%).

Spese superiori alla media intercantonale

Con riferimento alla destinazione funzionale della spesa pubblica, si è registrato negli ultimi anni un aumento dei costi legati a ordine pubblico e sicurezza. Nel 2016 in Ticino sono stati spesi circa 1'248 franchi per residente, rispetto a un valore medio di 1'175 Chf pro capite tra tutti i cantoni. Sono ulteriormente aumentate, risultando superiori alla media intercantonale, anche le spese sanitarie, pari in Ticino a 1'738 franchi per residente (rispetto alla media di 1'662 Chf per tutti i cantoni). Ancora superiori alla media intercantonale, ma in diminuzione rispetto agli anni precedenti, sono anche i costi procapite per le spese relative a malattia e infortuni, che comprendono i contributi alla cassa malati. A Sud delle Alpi sono stati elargiti circa 757 franchi per residente, mentre il valore medio elargito da tutti i cantoni non ha superato i 525 Chf pro capite. Superiori alla media dei cantoni sono anche i costi per vecchiaia e superstiti, che hanno raggiunto i 548 Chf per residente, rispetto al valore medio intercantonale di 407 Chf per abitante. Il Ticino ha inoltre speso nel 2016 circa 601 franchi per abitante in attività culturali, sportive, ricreative o religiose, mentre il valore medio tra i cantoni ha raggiunto i 543 Chf per residente.

Spese inferiori alla media intercantonale

In rapporto al totale delle spese, il Ticino spende leggermente meno per la sicurezza sociale, la formazione e l’economia pubblica. Le spese per aiuto sociale e asilo hanno raggiunto nel 2016 la cifra di 592 Chf per abitante, risultando inferiori alla media intercantonale di 724 Chf procapite. Le spese di formazione per allievo sono state nel 2016 le più basse tra tutti i cantoni, in ulteriore diminuzione rispetto all’anno precedente. La spesa media per studente iscritto è stata stimata in Ticino a 17'673 franchi, risultando inferiore rispetto al valore medio procapite di 22'575 Chf calcolato per tutti i cantoni. Anche le spese per gli alloggi sociali hanno continuato a essere in Ticino inferiori alla media intercantonale.

Altre osservazioni

A causa della forte dipendenza del risultato di bilancio dalle entrate fiscali ordinarie (tassazione persone fisiche e giuridiche) emerge l’importanza di valutare la resilienza dei flussi fiscali in funzione di modifiche del quadro normativo, quali quelle pianificate nel corso dei prossimi anni. Il mantenimento di una base fiscale stabile sarà il presupposto per poter continuare a garantire gli attuali livelli di contributi e servizi verso il territorio e la popolazione.

Il miglioramento del saldo di bilancio è stato inoltre favorito dalla riduzione degli investimenti. Bisognerà valutare che questa contrazione non produca effetti negativi sul potenziale di crescita futuro.

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