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Le FFS si difendono: "Nessuna mancanza di rispetto"
Le FFS si difendono: "Nessuna mancanza di rispetto"
Le FFS si difendono: "Nessuna mancanza di rispetto"
Redazione
10 anni fa
L'ex regia federale accusa Pronzini di aver strumentalizzato alcuni passaggi dell'opuscolo

Le FFS prendono posizione sull'interpellanza inoltrata quest'oggi dal deputato Matteo Pronzini in merito all'opuscolo intitolato "Visioni e apparizioni in Ticino", che riprende un dialogo "fantastico" tra il direttore delle FFS svizzere nel 2016 e il sindaco di Bellinzona di 130 anni fa, Giuseppe Molo. Un'operazione che Pronzini aveva definitivo discutibile visto che tira in ballo un sindaco defunto e che rasenta anche una certa forma di razzismo nei confronti dei ticinesi, i quali vengono dipinti come "persone senza spirito di iniziativa, capaci solo di lagnarsi e con una mentalità da questuanti sempre in attesa che siano le elite svizzere tedesche a trovare una soluzione ai loro problemi".

Ma per le FFS le intenzioni sono ben altre, spiegano in una nota, nella quale sottolineano il grande rispetto e considerazione che hanno nei confronti del Ticino. Secondo le FFS, Pronzini ha strumentalizzato il contenuto dell'opuscolo: "Questo documento, presentato e distribuito dalle FFS ai media ticinesi lo scorso 4 agosto nel corso di un evento, è stato realizzato allo scopo di fornire spunti di possibili visioni di sviluppo del Ticino e delle sue potenzialità dall’apertura delle gallerie di base del San Gottardo e del Monte Ceneri. Lo stesso è stato inoltre inviato nelle scorse settimane a diverse personalità politiche ed economiche" scrivono le FFS.

"Con questo opuscolo le FFS non intendono assolutamente essere irrispettose verso il Ticino, i ticinesi e il mondo politico cantonale" proseguono nella nota. "Al contrario viene sottolineato lo spirito pionieristico fondamentale per lo sviluppo economico e sociale del cantone che importanti personalità ticinesi hanno svolto dall’arrivo della ferrovia da fine Ottocento. Inoltre, con uno sguardo rivolto al futuro sono presentate le potenzialità di sviluppo del Cantone grazie all’avvento della nuova era ferroviaria con l’apertura della due trasversali alpine sull’asse del San Gottardo. Infine nello scritto viene pure sottolineato il ruolo di volano dello sviluppo che importanti centri d’eccellenza cantonali, come ad esempio l’istituto di cardiologia, il centro di Biomedicina o le scuole universitarie, svolgono attualmente. Purtroppo nell’interpellanza dell’MPS alcuni passaggi contenuti nel documento vengono strumentalizzati ad arte per sostenere la tesi che le FFS sono irrispettose verso il Ticino".

Nel testo redatto dallo storico e giornalista Hanspeter Gschwend "i protagonisti riflettono sulle potenzialità del Cantone in ambito di sviluppo ferroviario ed economico e sula mobilità del futuro grazie alle gallerie di base del San Gottardo e del Monte Ceneri" ribadiscono le FFS. "Proprio nella sua prefazione Andreas Meyer, CEO FFS, spiega come il Ticino ha tutte le carte in regola «per aspettarsi forti impulsi dalla galleria di base del San Gottardo. Importanti fattori di sviluppo sono stati – e lo sono tuttora – strettamente connessi alla ferrovia».

Le FFS precisano infine, come viene anche riportato nell’opuscolo, che stanno elaborando una visione comune di sviluppo definita «Prospettiva generale Ticino» in stretta collaborazione con le autorità cantonali. "Si tratta di analisi approfondite che contengono i miglioramenti delle offerte e dei servizi per la clientela e i diversi committenti a 360 gradi. In particolare vengono sviluppate a favore dei clienti le offerte di mobilità per il futuro, l’infrastruttura e lo sviluppo delle aree sotto forma di collaborazioni regionali con i Cantoni, le Città e i Comuni, affinché possano crearsi situazioni favorevoli per tutte le parti coinvolte".

Oltre a Pronzini, anche il SEV critico

Nel frattempo anche il sindacato del personale dei trasporti (SEV) ha criticato il modo di agire delle FFS, che rischia di "vanificare anni di confronto per garantire un futuro alle Officine FFS e con esse tutto il settore industriale ticinese".

Il sindacato si dice "profondamente critico" nei confronti dell'operazione di marketing politico condotta dalle FFS tramite la diffusione dell'opuscolo, dal quale emergono considerazioni che discreditano gli sforzi fatti in tutti questi anni.

"Viene infatti da chiedersi", scrive il SEV, "come sia possibile trovare trovare un accordo tra un cantone dalla popolazione pervasa da una “mentalità da questuanti”, priva di idee ed iniziativa e manager attivi e brillanti, infusi di scienza e lungimiranza. E quando poi questi manager hanno dalla loro persino gli spiriti dei sindaci di oltre un secolo fa, che non esitano a scendere in campo anche dopo morti per offrire grappini e rimedi ai mali del cantone…". 

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