
"Le FFS diano prova di responsabilità sociale e rivalutino la strategia industriale nei confronti delle aziende svizzere, a partire da un immediato ripristino del livello delle ordinazioni presso la SMB di Biasca, dove sono a rischio 41 posti di lavoro". È quanto chiede una risoluzione adottata venerdì dall'Assemblea annuale dei delegati di Unia sezione Sopraceneri.
La tendenza delle Ffs a servirsi sempre di più presso fornitori esteri, in particolare nell'Est Europa, "porta alla chiusura delle aziende, alla perdita di posti e a disoccupazione sul nostro territorio", si denuncia nella risoluzione. Di qui la richiesta alla direzione delle Ffs "affinché si attivi rapidamente nei confronti di SMB SA per riportare a breve termine il livello delle commesse almeno a quello del 2008" (839'207 franchi contro i 194'276 del 2016 e i 7'284 del primo trimestre 2017) e contribuire così alla continuità aziendale e alla salvaguardia di posti di lavoro e del patrimonio che la SMB rappresenta.
La SMB è infatti l'ultima ditta rimasta in Ticino a occuparsi della produzione di metallo forgiato, si ricorda nella risoluzione in cui si sottolinea la necessità di tutelare l'occupazione in particolare nelle regioni periferiche come lo è quella delle Tre Valli.
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