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Ticino
Le FART guardano al futuro con l’elettrico
Immagine Fartiamo
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Ginevra Benzi
4 anni fa
L’obiettivo ultimo è la decarbonizzazione dell’intera flotta entro il 2030. Anche se le sfide non mancano, l’aumento del prezzo della benzina è sicuramente un incentivo per questo cambiamento

Al deposito delle FART di Locarno è iniziato un viaggio verso il futuro. Da Zurigo è infatti approdato un bus elettrico, su cui sono saliti i colleghi di Ticnonews, con direzione lungolago. Sul mezzo l’unico rumore, se così possiamo definirlo, era il mormorio dei passeggeri. A cambiare c’è anche il tipo di guida, diversa, a cui bisogna abituarsi, ha spiegato ai microfoni di Ticinoews l’autista Gabriele. Un pacchetto di nuove sensazioni quindi, ma che si vorrebbero acquisite entro il 2030 attraverso l’obiettivo di decarbonizzazione di tutta la flotta urbana.

Le sfide
“Questo bus è stato portato in Ticino per vedere le esigenze e le necessità” ha spiegato il presidente del CdA Paolo Caroni, precisando che “le sfide sono notevoli: un cambiamento di trazione ha sicuramente dei vantaggi, ma ci sono degli ostacoli che vanno superati”. Fra questi troviamo l’autonomia del mezzo di trasporto elettrico, così come la ricarica e la logistica, per non parlare dei costi perché “al momento un bus elettrico costa ancora di più” ha spiegato Caroni.

Il fattore “costo benzina”
La tecnologia mirata alla riduzione o all’azzeramento delle emissioni di CO2 avanza continuamente. Al contempo, l’evoluzione dei prezzi del petrolio, ora come ora, non fa dormire sonni tranquilli, come sostenuto anche dal direttore Carlo Blotti: “noi operiamo con lo strumento del mandato di prestazione, quindi l’evoluzione e l’aumento del costo del diesel al momento l’evoluzione e l’aumento dei prezzi del diesel ci preoccupa e li stiamo monitorando”. Il primo pieno della cisterna fatto nel 2022, spiega sempre Blotti, ha avuto un costo di 50 centesimi superiore rispetto all’ultimo pieno fatto nel 2021.

In gioco anche la Supsi
Tutti gli aspetti citati prima da Caroni sono ora sotto i riflettori della Supsi, a cui le Fart e altre compagnie di trasporto hanno proprio commissionato uno studio di fattibilità. “Ci sono delle analisi di fattibilità da fare sulle singole linee per vedere qual è la soluzione più adatta” ha spiegato Vasco Medici della Supsi. Ma bisogna anche ragionare sulla ricarica delle batterie. “Fra le soluzioni ci sono delle batterie molto grandi – come un bus – e ricaricano una volta sola al giorno, di notte e nel deposito” ha spiegato Medici, aggiungendo che ci sono anche altre soluzioni, come delle batterie più piccole “che vengono caricate durante il tragitto con dei pantografi che scendono”.

Aspetto ambientale prioritario
Su un punto, però, sono tutti d’accordo: in termini d’impatto ambientale, il santo vale la candela, a cominciare dal Cantone, che ha fatto della mobilità elettrica uno degli obiettivi di legislatura, come sostenuto anche dal presidente del Governo Claudio Zali. “Il traffico stradale, che produce il 35% delle emissioni perché consuma il 35% dell’energia, deve diventare maggiormente sensibile all’ambiente” ha spiegato Zali “quindi il trasporto pubblico dà l’esempio e rendere i bus a impatto zero è un grande passo avanti”. Il Cantone dà il suo sostegno, anche se ci saranno maggiori costi, ma l’investimento, sempre secondo Zali, è buono.

6 bus elettrici su 35 entro il 2024
Per ovvi motivi il rinnovo della flotta avverrà quindi a tappe. Prossima fermata nel 2024, quando si dovrebbero avere già 6 bus sui 35 previsti. Nello stesso periodo è anche prevista l’inaugurazione della nuova officina a Riazzino, con tanto di impianto fotovoltaico sul tetto. “Abbiamo iniziato a discutere con AITE e con SES e sono anche in corso valutazioni per attrezzare gli attuali tetti delle rimesse di Locarno” ha spiegato Blotti. Un’occasione quella di oggi, non solo per proiettarsi nel futuro, ma anche per guardare al passato recente: “Nel settore delle autolinee, gli utenti del 2021 sono aumentati mediamente del 17% rispetto al 2019, mentre si registra un aumento superiore al 50% rispetto al 2020” ha concluso Blotti.

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