
Il clima politico ticinese da qualche giorno continua a scaldarsi. Dopo la clamorosa bocciatura del preventivo 2017 da parte del Gran Consiglio gli animi non si sono certo placati, anzi (vedi suggeriti).
La scelta della minoranza leghista guidata da Boris Bignasca di votare "no" al preventivo e la conseguente reazione del gruppo PPD hanno, di fatto, rispedito il tutto alla Commissione della gestione (vedi suggeriti). Da più parti sono quindi arrivate diverse critiche alla Lega dei Ticinesi, spaccata al suo interno sui conti del cantone e quindi accusata da molti di aver "sabotato" il preventivo.
Sul Mattino della domenica la Lega dei Ticinesi ha quindi oggi deciso di rispondere alle varie critiche giunte da più parti. Nell'articolo il movimento accusa dapprima il PPD di agire solamente per "pura ripicca" e di voler "imporre ai leghisti come devono votare". La Lega punta poi il dito contro la "stampa di regime" accusata di "montare quintali di panna sull’accaduto".
Il movimento produce poi una lista di motivi per fare chiarezza, nella quale sottolinea come le due anime del partito sono presenti da sempre e non un unicum della Lega: "Nella Lega esiste un’ala più istituzionale ed un’altra più barricadiera. E allora? Dov’è la notizia? E’ così da circa 25 anni, non da mercoledì scorso. E così continuerà ad essere".
La Lega scarica poi la responsabilità in particolar modo sul PPD: "Se il preventivo 2017 non è stato votato, la responsabilità non è certo della minoranza del gruppo parlamentare leghista, bensì della puerilità degli uregiatti che condividevano il rapporto di maggioranza, ma l’hanno bocciato per dispetto".
La lista si chiude poi con una nota positiva: "la Commissione della Gestione ha adesso la possibilità di sottoporre al plenum un preventivo migliore di quello che è stato respinto".
Insomma, lo scontro sul preventivo è destinato a far discutere ancora per molto.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

