
È stato un parto che definire travagliato è un eufemismo, ma alla fine i quattro commissari superstiti ce l'hanno fatta, e stamattina a Bellinzona hanno presentato il rapporto sulla Sezione della Logistica.
Carlo Luigi Caimi (presidente, PPD), Nicola Brivio (PLR), Fabio Badasci (Lega) e Saverio Lurati (PS) hanno allestito un documento corposo, di oltre 200 pagine, con il quale si intende fare luce sui problemi che hanno afflitto la sezione.
La Commissione parlamentare d'inchiesta sulla logistica, ricordiamo, era stata istituita un paio di anni fa, in seguito al caso CHIT, l'azienda che aveva ricevuto degli appalti dal Cantone ma il cui titolare era poi fuggito in Italia con gli acconti senza effettuare i lavori, ed all'allontanamento dell'allora capo della sezione, Massimo Martignoni.
Da allora di acqua sotto i ponti ne è passata parecchia. Due dei commissari iniziali, Sergio Savoia (Verdi) e Marco Chiesa (UDC), hanno lasciato la Commissione d'inchiesta in polemica con il presidente Carlo Luigi Caimi. Sono seguite pure denunce incrociate tra commissari ed ex commissari, tutte finite in nulla. Un altro funzionario, Daniele Pronzini, è poi stato allontanato.
Ma malgrado questo clima di tensione, la commissione ha portato a termine il compito richiestole dal Parlamento, grazie a ben 63 sedute, 22 audizioni, 6 sopralluoghi, 3 ispezioni e 1173 documenti analizzati.
L'accoglienza del rapporto sembra però alquanto tiepida. Il Governo, in una presa di posizione di una quarantina di pagine, trova nel rapporto diversi aspetti positivi, in particolare nell'ambito delle proposte formulate dalla Commissione d'inchiesta per cercare di sopperire alle lacune riscontrate nella sezione. Ma il Consiglio di Stato esprime pure alcune critiche, parlando di "rapporto basato su un'interpretazione soggettiva della commissione."
Tant'è. Il rapporto ora c'è. E non è privo di critiche nei confronti dello stesso Consiglio di Stato, cui viene rimproverata una certa debolezza quando si trattava di intervenire sulla Sezione della Logistica. "Le direttrici del DFE si sono arrese facilmente alle esigenze dell'amministrazione" ha dichiarato il presidente Caimi, respingendo poi al mittente le critiche del Governo. "La Sezione della Logistica non sarebbe stata riorganizzata senza la Commissione parlamentare d'inchiesta. Perché ancora il 23 gennaio 2013 il Consiglio di Stato sosteneva che non fosse necessario."
Per cui, secondo Caimi, il fatto che il Governo abbia provveduto a fare ordine nella sezione basandosi sulle conclusioni del perito della Commissione d'inchiesta dimostra che i 300'000 franchi spesi per questo rapporto sono stati investiti bene.
Tornando ai contenuti del rapporto, Caimi ha spiegato come lo stesso giudica "particolarmente negativa" la decisione governativa di fine 2004, quando tutti i progetti inferiori ai 3 milioni di franchi, ossia la maggioranza, vennero esclusi dall'obbligo di programmazione.
"Preoccupante" ha proseguito Caimi, "è l'atteggiamento assunto da alcuni dipendenti statali nei confronti del Consiglio di Stato, dei funzionari superiori e dei colleghi. Serve una ulteriore responsabilizzazione ad ogni livello al fine di garantire impegno e serietà."
Una delle lacune principali della Sezione della Logistica, ha poi aggiunto Caimi spostando il mirino, è legata alle sovrastime. In pratica le cifre venivano gonfiate in modo che se il preventivo fosse stato superato sarebbe sembrato meno grave.
Durante il suo lavoro di allestimento del rapporto, la Commissione d'inchiesta ha presentato ben 11 atti parlamentari. In uno di questi si chiede una maggiore professionalizzazione del ruolo di presidente e vicepresidente della Commissione della Gestione. "L'attuale sistema di milizia non è più sufficiente per l'alta vigilanza" ha dichiarato Caimi. In un altro si chiede l'istituzione della figura di architetto cantonale. In un altro ancora di costituire un gruppo di controllo dell'efficacia della legge sulle commesse pubbliche.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

