
Nel secondo semestre 2016 i frontalieri in Ticino sono calati di poco più di 200 unità, passando dai 62'647 di fine marzo ai 62'408 di fine giugno.
Un dato che indica una sostanziale stabilità e che il sindaco di Lavena Ponte Tresa Massimo Mastromarino legge come un segno dell'insuccesso delle "forti campagne anti-italiane" e del "nuovo sistema di imposizione italo-svizzero".
Intervistato da Il Giorno, Mastromarino afferma che "le campagne anti-frontalieri non vanno assolutamente sottovalutate, ma la situazione economica a cavallo del confine sostiene la tendenza al frontalierato."
"A vincere, dunque, non sono le questioni politiche bensì il mercato del lavoro" prosegue il sindaco di Lavena Ponte Tresa. "E questo deve far riflettere in particolar modo chi mette in atto tutta una serie di iniziative che vorrebbero limitare il lavoro transfrontaliero. Fortunatamente, invece, la situazione è ben diversa e riguarda anche i nostri produttori di sabbia che portano la merce al di là della frontiera."
Un tema che preoccupa i frontalieri è la tassa di collegamento, che molti imprenditori vorrebbero riversare sui lavoratori. "Mi auguro che questa ipotesi non si verifichi" dichiara Mastromarino.
Ma il suo Comune ha già elaborato un'idea per limitare l'effetto della tassa sulla busta paga dei dipendenti e nel contempo ridurre il traffico sulle strade ticinesi. "Da parte nostra stiamo cercando di cautelarci ipotizzando la realizzazione di alcuni parcheggi di interscambio nei quali i frontalieri potrebbero lasciare la macchina per poi salire su un mezzo messo a disposizione dalle aziende" spiega Mastromarino. "Queste aree sarebbero date in gestione alle aziende soggette alla tassa di collegamento, le quali si farebbero carico del costo di stazionamento a una cifra nettamente inferiore di quella prevista dai nuovi regolamenti."
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