
Scatta l'interrogazione sull'assistente della polizia comunale di Chiasso, il cui licenziamento è stato congelato dal Consiglio di Stato e per il quale ora il Municipio dovrà versare gli stipendi arretrati (vedi articolo articolo). A inoltrare il testo sono i consiglieri comunali PPD Davide De Donatis, Giorgio Fonio, Mauro Mapelli e Patrizia Wasser, che non le mandano a dire sulla gestione del nuovo Esecutivo. "Cambiamento? No! Le bugie si perpetuano!" è infatti il titolo del testo inoltrato al Municipio di Chiasso.
"È notizia di questi giorni" scrivono i quattro consiglieri comunali, "l’annullamento del licenziamento che era stato deciso per l’assistente di polizia invischiato, con un ruolo secondario, in un’inchiesta per truffa. L’annullamento della decisione municipale presa sul finire della scorsa legislatura, ancora una volta, è dovuto a gravi vizi di forma nella procedura adottata dall’esecutivo" spiegano. "Inutile adesso stare ad elencare le vicende nelle quali il Municipio in carica fino allo scorso aprile è incappato in siffatte leggerezze, costate tra l’altro migliaia di franchi del contribuente. Tutti ricordano gli episodi più eclatanti che hanno contrassegnato la gestione del personale nella passata legislatura".
Ma di seguito i quattro prendono sotto la lente la nuova legislatura: "La nostra speranza e l’auspicio erano che con il nuovo Municipio certi metodi e la gestione del personale cambiassero radicalmente. Spiace constatare ora che c’eravamo solo illusi. Infatti, tornando sulle recenti decisioni delle autorità superiori che hanno sconfessato per l’ennesima volta l’agire municipale dobbiamo constatare che ci sono state raccontate ancora una volta bugie o, quanto meno, mezze verità. Nella prima seduta di Consiglio Comunale della nuova legislatura, lo scorso maggio, in relazione al trattamento riservato all’assistente della polizia comunale avevamo osservato che il rapporto di lavoro con lui era stato sciolto, sottolineando una disparità di trattamento il relazione al caso di un altro dipendente comunale sotto inchiesta di cui tutti conoscono la storia".
I quattro consiglieri comunali proseguono: "Correggendo quanto da noi riportato il Sindaco Bruno Arrigoni ha precisato, citiamo dal verbale della seduta, “che l’ausiliario di polizia a cui si riferisce Fonio ha dimissionato”. Ora dando per scontato che il nostro Sindaco conosca la differenza tra rassegnare le dimissioni ed essere licenziati duole constatare che c’è stata raccontata una cosa non rispondente al vero e qui si nota già, ahinoi, la prima analogia con la gestione passata. Purtroppo non è l’unica, l’esecutivo si trova infatti adesso a gestire una patata bollente con modalità che appaiono discutibili. Un altro segnale di continuità è dato dalla seconda municipale che era già presente nella scorsa legislatura, la ex Capodicastero sicurezza pubblica e attuale Vicesindaco. È stata lei infatti a pronunciarsi sul caso dell’assistente prima ancora che questi venisse condannato dicendo esplicitamente che in caso di emissione di un decreto d’accusa il dipende sarebbe stato licenziato in tronco. Abbiamo visto come sono andate le cose. Abbiamo visto che anche l’altro dipendente sotto accusa non solo non ha ricevuto alcun provvedimento incisivo ma è stato addirittura promosso".
"Per amor di patria non ci addentreremo troppo in casi come quello del giardiniere catanese fatto passare per chiassese quando in realtà era residente a Catania" conclude il gruppo PPD. "Appare però quanto mai urgente che le nostre autorità comunali adottino sistemi e strumenti di gestione del personale professionali e seri, lasciando da parte il dilettantismo e l’approssimazione con i quali sinora è stata gestita la politica del personale. Modalità che più volte si sono dimostrate illegali (vedi concorso farlocco per la direzione della biblioteca, pure questo annullato dal Consiglio di Stato grazie ad un nostro ricorso) e che sono costate tanto sia in termini finanziari ma soprattutto per il danno irreparabile di immagine causato alla cittadina. Purtroppo a livello cantonale questi pasticci hanno messo Chiasso alla berlina facendo sì che il comune abbia perso in credibilità e prestigio tanto da venir declassato in alcuni ambiti fondamentali come quello della polizia al livello di alcuni posti periferici".
I quattro consiglieri comunali sottopongono dunque le seguenti domande al Municipio:
1. Perché il Sindaco Bruno Arrigoni ha affermato lo scorso maggio che l’assistente di polizia si era dimesso quando in realtà era stato licenziato dal Municipio di cui faceva parte?2. Quanto costa in termini finanziari questo licenziamento annullato per vizi di forma dal Consiglio di Stato?3. L’attuale Municipio ritiene, al pari di chi aveva sollevato il problema nella scorsa legislatura, che si siano usati due pesi e due misure nella gestione del personale?4. Il Municipio condivide l’analisi secondo cui sono stati troppi errori e leggerezze commesse negli ultimi anni nella gestione del personale?5. Come intende ovviare questo Municipio a queste gravi lacune?6. Condivide il Municipio la necessità di istituire un ufficio delle risorse umane in grado di gestire seriamente e professionalmente la politica del personale evitandoci anche altre magre figure e soprattutto sperpero di denaro pubblico?7. Come valuta il Municipio il tono arrogante e sprezzante con cui nei mesi scorsi era stata data risposta alle nostre interrogazioni relative alla promozione di un altro dipendente pubblico e la pratica ricorsuale riguardante la direzione della biblioteca? Ricordiamo che in entrambi i casi le nostre segnalazioni si sono dimostrate, alla luce dei fatti, fondate ed esatte, mentre il Municipio nonostante i toni quasi irriguardosi utilizzati nei nostri confronti, ne è uscito con le ossa rotte.
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