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Ticino
Le bombe di Sadis su Tremonti
Redazione
16 anni fa
Laura Sadis: "Giulio Tremonti tenta di intralciare nelle sedi europee le negoziazioni in corso con Regno Unito e Germania"

Altre bombe ticinesi su Tremonti. "E' preoccupante che, mentre si scorgono delle prospettive interessanti con diversi Paesi europei, la situazione è ancora bloccata nei rapporti con l’Italia. Italia con cui non sono state ancora riavviati negoziati per la revisione della convenzione contro la doppia imposizione e Italia che, per bocca del ministro dell’economia Giulio Tremonti, tenta di intralciare nelle sedi europee le negoziazioni in corso con Regno Unito e Germania, con l’argomento che accordi bilaterali sarebbero contrari al quadro europeo". Lo ha detto oggi nel Centro di studi bancari di Vezia, la direttrice del DFE Laura Sadis, durante la presentazione dello studio della KPMG "Defining the future of swiss private banking". "A più livelli e in più occasioni il Cantone - ha aggiunto - si è adoperato per sensibilizzare la Confederazione (competente in ambito di politica estera) sulla necessità di sbloccare i rapporti con l’Italia. Il compito è difficile, ma penso che la sua importanza sia ora stata recepita anche a Berna". Sadis ha poi fatto alcune cifre: "Ricordo che il Consiglio di Stato ha prestato e continua a prestare grande attenzione all’evoluzione in atto e alle conseguenze che la pressione internazionale sul nostro Paese ha indotto sulla piazza finanziaria ticinese. E’ infatti evidente che la piazza finanziaria rappresenta un elemento fondamentale per la nostra economia. Garantisce molti posti di lavoro e contribuisce al benessere di tutto il Cantone: le oltre settanta banche attive in Ticino, che presentano un bilancio aggregato che si attesta attorno ai 45 miliardi di franchi svizzeri, danno lavoro a circa 7’300 persone. Il personale impiegato negli uffici fiduciari supera invece le 6’000 unità e nel settore assicurativo le 1'000 unità. Se si considerano anche le società controllate dalle stesse banche e le attività in "outsourcing", la piazza finanziaria ticinese nel suo insieme dà lavoro a oltre 15'000 persone". "Risulta di conseguenza essenziale sia per gli enti privati sia per l’ente pubblico - ha messo in chiaro - seguire attentamente l’evoluzione del quadro economico e giuridico che ha favorito tali attività, e se del caso cogliere per tempo le nuove potenzialità, pure insite nei cambiamenti in corso".

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