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Ticino
Le bombe di Frapolli sui "guru del turismo ticinese"
Redazione
18 anni fa
Il Ticino è l’unico Cantone che nel 2008 ha registrato un calo dei pernottamenti. Giovanni Frapolli commenta questo dato, rompendo il silenzio

Aveva deciso di rimanere in penombra, almeno per un pò. Tuttavia l’impietosa radiografia del turismo ticinese 2008 lo ha spinto a rompere di nuovo il silenzio. Giovanni Frapolli ha fornito oggi la sua chiave di lettura del collasso turistico registrato lo scorso anno nel cantone. Mentre a livello nazionale si è registrato un aumento dei pernottamenti del 2.7%, il Ticino è infatti l’unico Cantone che sul fronte dei pernottamenti è regredito del 3,2%. “I nodi vengono al pettine”, scrive il patron della Grossalp. "I guru del turismo ticinese ora si fanno avanti a spiegare questa preoccupante tendenza. Chissà se tra tante parole si trova anche un briciolo di autocritica”, commenta amaro Frapolli. “Si dice che occorrono nuove strutture, servizi di qualità, imprenditori coraggiosi che vogliamo investire nel nostro Cantone - scrive “l’uomo delle nevi”- Ma dove era tutta questa consapevolezza quando nel nostro Ticino litigioso, gli ingordi di polemiche montate ad arte per coprire la loro aridità o meglio la loro sete di potere e di distruzione spandeva letame su un settore come quello degli impianti di risalita?” Il riferimento al polverone sollevatosi in autunno sui crediti negati dal parlamento a Bosco e Carì, è chiaro. Pur riconoscendo che si tratta di un settore strutturalmente debole, Frapolli difende infatti a spada tratta i suoi progetti invernali e tutti coloro che - citiamo- “vi hanno creduto e lavorato al punto di proporre al Cantone un modello di messa in rete, unico garante di una possibile sopravvivenza del settore”. “Nel marasma politico si è cercato un capro espiatorio - prosegue il patron della Grossalp - dimenticando che in verità a farne le spese sarebbe stato un settore economico importante per il nostro Cantone. In gioco v’era non solo la salvaguardia delle nostre zone periferiche ma molto di più. Ora ci si chiede perchè il Ticino sta perdendo quota: invece di demotivare gli imprenditori (accusandoli di tutto e di più), occorre sostenerli”. Per Frapolli gli impianti di risalita, unitamente a dei servizi ricettivi di migliore qualità, potrebbero essere un piccolo anello di una lunga catena su cui lavorare per il rilancio del nostro Cantone. “Ma dov’era l’ETT quando si dibatteva sugli impianti invernali?", domanda Frapolli. E aggiunge: “Purtroppo la proposta per il rilancio della Ticino Card con la nuova carta turistica forse non perveniva dal solito gruppo di venditori di fumo. E questi ora - e così conclude - cercano di dare spiegazioni, che suonano però come parole totalmente vuote quali in realtà sono”.

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