
Molti datori di lavoro, a seguito dell’approvazione in votazione popolare della tassa di collegamento, avevano già iniziato a prelevare l’ammontare dalle buste paga dei dipendenti nel 2016. Il 25 marzo il Tribunale federale aveva rigettato i ricorsi contro la tassa, aprendo la strada alla sua implementazione. In quest’occasione, il Consigliere di Stato Claudio Zali, ideatore dell’iniziativa, ha affermato che la tassa non sarà prelevata in modo retroattivo e nemmeno pretesa durante il periodo di crisi. Per questo motivo il sindacato OCST, il 28 aprile, aveva chiesto alle aziende restituiscano quanto prelevato ai dipendenti.
Un nuovo appello
“Purtroppo, nella seduta di ieri”, scrive però il sindacato, “l’onorevole Zali rispondendo a un’interpellanza, ha invece ribadito che il Governo non intende intervenire nell’affare ‘restituzione della tassa di collegamento’ che resterà dunque una questione tra privati”. Di conseguenza l’OCST reitera l’appello alle aziende affinché “restituiscano quanto accantonato in questi anni”. “In questo delicato e particolare momento”, aggiungono poi, “qualsiasi importo può risultare importante per le lavoratrici e i lavoratori”. Il sindacato conclude infine di riservarsi anche di poter procedere a richieste mirate nei confronti di singoli datori di lavoro.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

