
In un'interrogazione inoltrata mercoledì al Consiglio di Stato, il deputato della Lega Gianmaria Frapolli chiede chiarimenti sul ruolo delle Commissioni paritetiche (Cp) sottolineando l'importanza di un maggiore controllo per evitare gli eventuali abusi.
"Da organi di partenariato sociale le Cp, se non controllate a dovere, potrebbero trasformasi in strumenti coercitivi e dannosi per il modello di contrattazione sociale svizzero. Per questa ragione le Cp non dovrebbero poter agire fuori da ogni schema di controllo, perché se così facessero - sospinti politicamente e forti degli ingenti mezzi finanziari accumulati attraverso i contributi dei lavoratori e delle imprese - si potrebbero creare degli abusi".
"Inoltre, con la posizione privilegiata che hanno acquisito in ambito amministrativo, le Cp potrebbero entrare in concorrenza anche con l’Ufficio cantonale dell’Ispettorato del lavoro. Ritengo che a tal proposito le imprese che rispettano le regole non dovrebbero sentirsi discriminate e vessate dai funzionari e dai dirigenti delle Cp, i quali potrebbero assumere sempre più un ruolo da controparte ideologica e non quello di un partner contrattuale, all’insegna della fiducia e della collaborazione reciproca".
Alla luce di quanto precede Frapolli chiede al Consiglio di Stato:
1. Con l’introduzione dei contratti collettivi di lavoro in diversi settori e di conseguenza l’obbligo di dedurre dal salario dei lavoratori un contributo di “solidarietà”, è stata valutata anche l’opportunità di introdurre nuove regole che riconsiderino il ruolo delle Cp, per fare in modo che siano evitati gli abusi e resi trasparenti le loro attività e i bilanci annuali?
2. Considerate le cospicue risorse finanziarie che confluiscono nelle casse delle Cp si è considerata l’eventualità di rendere obbligatorio un rendiconto pubblico a beneficio della trasparenza?
3. Infine, per avere una chiara visione delle certificazioni rilasciate dalle Cp alle aziende, per far si che queste siano ritenute in regola nella partecipazione ai concorsi pubblici, si è mai verificata l’obiettività e la fondatezza di tali certificazioni?
4. In caso di risposta negativa al precedente quesito, con quali correttivi il Consiglio di Stato intende intervenire affinché le imprese non siano escluse dai concorsi pubblici a seguito di dichiarazioni non obiettive o comunque prive di elementi che né giustificano l’esclusione?"
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