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"Le accuse di plagio accademico sono del tutto infondate"
"Le accuse di plagio accademico sono del tutto infondate"
"Le accuse di plagio accademico sono del tutto infondate"
Redazione
8 anni fa
Il direttore del DECS Manuele Bertoli replica i deputati de LaDestra e della Lega: "Triste denigrare chi lavora da anni sulla riforma"

Non si è fatta attendere la replica del direttore del DECS Manuele Bertoli all'accusa di plagio accademico avanzata oggi dai granconsiglieri Paolo Pamini, Cleto Ferrari, Lara Filippini, Tiziano Galeazzi, Sergio Morisoli (LaDestra), Boris Bignasca, Maruska Ortelli, Gabriele Pinoja e Massimiliano Robbiani (Lega) in un'interpellanza al Consiglio di Stato.

Stando ai 9 deputati, che avevano ripreso una lettera a La Regione inviata ieri dal granconsigliere PLR Andrea Giudici, "il DECS, il suo Direttore, e i suoi alti funzionari" avrebbero "mancato di menzionare le fonti ispiratrici delle proposte di riforma avanzate" in quanto la bibliografia della versione finale del documento “La scuola che verrà – Proposte per una riforma tra continuità e innovazione” non riporta "alcun riferimento alla riforma dell’insegnamento attuata negli anni Ottanta dal governo francese Jospin, né tantomeno alle fonti che l’hanno ispirata" (vedi articolo suggerito).

Contattato da Ticinonews il consigliere di Stato socialista ha spiegato di aver chiesto a Emanuele Berger, capo Divisione della scuola e responsabile del progetto 'La scuola che verrà' e del gruppo redazionale, di rispondere all’accusa di plagio avanzata dal deputato Andrea Giudici sulla Regione del 5 settembre tramite lo stesso giornale e che "allo stesso modo farà il Governo a proposito dell’odierna interpellanza Pamini che reitera i medesimi concetti".

"Non posso che deplorare il tentativo di discredito messo in atto dai contrari al credito sulla sperimentazione del progetto La scuola che verrà, fondato sulla ricerca di alcune banali analogie terminologiche tra frammenti di diversi testi prodotti dal mio Dipartimento (un rapporto, un progetto di messaggio, il testo del piano di studio) e altri frammenti sparsi di un autore francese, peraltro relativi a concetti di largo uso nelle scienze dell’educazione", ha replicato il direttore del DECS.

"Le accuse sono del tutto infondate, come potrà attestare qualsiasi giudizio indipendente - conclude Bertoli - È triste dover osservare che a due settimane dal voto si intenda deviare l’attenzione dell’opinione pubblica dai contenuti dell’oggetto in votazione utilizzando il metodo della denigrazione e tentando maldestramente di colpire nella sua integrità professionale chi lavora da anni alla riforma".

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