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Ticino
Lavoro ridotto anche nell'edilizia
Redazione
17 anni fa
Nuove raccomandazione da parte del Seco agli uffici del lavoro. Edo Bobbià: "Importante passo avanti"

All’inizio di quest’anno la Società svizzera impresari costruttori Sezione Ticino (SSIC TI), prevedendo possibili tempi magri per il settore, aveva organizzato un incontro con i responsabili della Sezione cantonale del lavoro per cercare di capire meglio come fruire dello strumento “Lavoro ridotto” in caso di necessità. "Le informazioni avute in quella sede - si legge in un comunicato stampa odierno del presidente della SSIC Edo Bobbià - non furono per nulla incoraggianti, in quanto ci era stato detto che il lavoro ridotto per le imprese di costruzione, a causa dell’applicazione restrittiva della legge sia da parte del Seco, sia da parte dei Tribunali delle assicurazioni, rientrava praticamente sempre nel rischio aziendale". "Nel corso dell’estate - aggiunge Bobbià - abbiamo avuto la possibilità, con i nostri colleghi di Zurigo, di spiegare direttamente ai funzionari del Seco di Berna la realtà ticinese. In parte era conosciuta e la responsabilità per l’applicazione restrittiva della legge accollata al nostro Tribunale cantonale". Lo scorso 6 di novembre poi "il Seco ha invitato i preposti uffici cantonali a trattare tutti i settori nel medesimo modo e non più in maniera differenziata come finora".Per Bobbià "si tratta di un importante passo avanti che dovrebbe garantire la parità di trattamento fra le imprese dei diversi settori e, nell’ipotesi di un rallentamento anche per l’edilizia dare la possibilità, a chi ne avrà la necessità, di usufruire di uno strumento adeguato per superare senza licenziamenti, anche se con costi importanti, un’eventuale diminuzione del volume degli affari". "Dopo di noi - conclude Bobbià con una frecciata - anche i sindacati sono arrivati a criticare la situazione, in qualche caso arrogandosi perfino la paternità della denuncia, ciò che non è il caso. Il loro sostegno ci fa comunque piacere, anche poiché assieme potremo essere più forti. L’auspicio è tuttavia quello che la Sezione del lavoro applichi le raccomandazioni del Seco. Osiamo sperare che anche il Tribunale delle assicurazioni faccia tesoro di queste indicazioni. Siccome però ad adire il Tribunale è di regola il Seco, quando non d’accordo con le decisioni favorevoli dell’Ufficio cantonale, il problema dovrebbe essere almeno in gran parte risolto".

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