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Ticino
Lavoro nero: record di controlli in Ticino
Lavoro nero: record di controlli in Ticino
Lavoro nero: record di controlli in Ticino
Redazione
10 anni fa
Nel 2015 gli ispettori cantonali hanno più che raddoppiato i controlli. Sono stati i più attivi in Svizzera

Nel 2015 sono aumentati i controlli di aziende e le sanzioni nell'ambito della lotta al lavoro nero. In Ticino la crescita è stata esponenziale: il numero di aziende controllate è più che raddoppiato passando in un anno da 812 a 1925, quello dei controlli sulle persone addirittura da 877 a 2'471. Globalmente i cantoni hanno impiegato 78,2 posti di lavoro a tempo pieno per i controlli, 8,3 posti in più rispetto all'anno prima. Gli ispettori cantonali hanno verificato 13'137 aziende attive in Svizzera, il 9% in più rispetto all'anno precedente, e 39'777 persone, praticamente come nel 2014.

Il netto aumento dei controlli in Ticino è dovuto a un maggior numero di segnalazioni trasmesse dall'Amministrazione federale delle dogane all'ufficio per la sorveglianza del mercato del lavoro, precisa la Segreteria di Stato all'economia nel rapporto pubblicato oggi. Il Ticino si situa quindi in testa alla classifica con 553 controlli ogni 10'000 aziende, mentre in fondo si trova Zugo con 20 controlli ogni 10'000 aziende.

Calano a livello svizzero le presunte violazioni dell'obbligo di permesso e di notificazione dei lavoratori stranieri, ma non significa necessariamente che il lavoro nero sia diminuito poiché i cantoni ridefiniscono ogni anno le loro priorità in quest'ambito, mette in guardia la SECO. In Ticino i casi sospetti di violazione della legge sugli stranieri sono invece lievemente aumentati da 123 nel 2014 a 131 l'anno scorso.

Per quanto riguarda le imposte alla fonte, le violazioni e le sanzioni sono aumentate rispettivamente del 10% e del 2%. Anche in questo caso il Ticino, assieme a Vaud, è il cantone che ha registrato il maggior incremento di casi sospetti: + 165.

Nel diritto in materia di assicurazioni sociali si è constatato un lieve incremento dei casi sospetti (+ 1,5%) a livello svizzero, mentre il numero di sanzioni inflitte è nettamente salito rispetto all'anno precedente (+ 36,5%). In Ticino in un anno i casi sospetti sono saliti da 230 a 363.

In caso di violazioni gravi e ripetute, è possibile che un'azienda venga esclusa dagli appalti pubblici. I presupposti per poter infliggere una sanzione del genere sono molto severi, i casi quindi sono rari, precisa la SECO. Nel 2015 in Svizzera sono state 37 le aziende escluse dagli appalti pubblici.

La verifica dei casi sospetti, l'adozione di misure amministrative e di sanzioni dipendono da autorità specializzate. Queste ultime, i tribunali e soprattutto i pubblici ministeri non sono tenuti per legge a informare gli organi di controllo delle infrazioni constatate né in generale dell'esito della procedura.

La revisione della legge sul lavoro nero presentata dal Consiglio federale mira appunto a migliorare la collaborazione degli organi di controllo con le autorità speciali, in particolare per quanto riguarda l'obbligo di segnalare l'esito delle procedure. Per contro, per quanto riguarda l'AVS, dal primo giugno gli organi cantonali non possono più controllare che i datori di lavoro annuncino i nuovi salariati alle casse di compensazione visto che il Parlamento federale ha abolito l'obbligo di segnalare.

In Ticino i controlli sono di competenza dell'Ufficio per la sorveglianza del mercato del lavoro (USML) e dell'Ufficio dell'ispettorato del lavoro (UIL). L'USML coordina i controlli, raccogli gli indizi e le segnalazioni. L'UIL è responsabile dei controlli sul posto.

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