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Ticino
Lavoro nero, più casi sospetti nel 2016
Lavoro nero, più casi sospetti nel 2016
Lavoro nero, più casi sospetti nel 2016
Redazione
9 anni fa
In Ticino sono diminuiti i controlli d'aziende e di persone mentre i casi sospetti sono quasi raddoppiati

Il totale di casi sospetti di lavoro nero in Svizzera è aumentato nel 2016, mentre è rimasto invariato il numero di ispettori, che procedono ormai in modo ancora più mirato contro il fenomeno ed effettuano i controlli nei settori maggiormente a rischio.

Attività di controllo dei CantoniNel 2016 in Svizzera gli ispettori hanno effettuato in totale 12 075 controlli d’aziende e 35 440 controlli di persone; in entrambi i casi il dato è calato rispetto all’anno precedente (rispettivamente – 8,1% e – 11,1%). In Ticino nel 2016 sono stati effettuati 1066 controlli d'aziende (1925 nel 2015) e 1878 controlli di persone (2461 nel 2015).

La più forte diminuzione di controlli d'aziende rispetto al 2015 è avvenuta in Ticino (-859), nel Vallese (-170) e nei Grigioni (-141).

Dal rapporto annuale della SECO sull’esecuzione della legge federale contro il lavoro nero (LLN) risulta che nel 2016 i Cantoni hanno utilizzato in media le stesse risorse dell’anno precedente per contrastare questo fenomeno (1,3 posti in meno). La SECO finanzia l’attività degli ispettori in misura del 50 per cento, al netto delle entrate cantonali. In Ticino nel 2016 sono stati impiegati 4,0 ispettori (numero invariato dal 2013).

Casi sospetti di lavoro neroNel 2016 in Svizzera i casi di presunta inosservanza degli obblighi di annuncio e di autorizzazione sono aumentati nel settore del diritto delle assicurazioni sociali (+ 12%), del diritto degli stranieri (+ 13,5%) e del diritto delle imposte alla fonte (+ 9%). L’incremento è riconducibile a un aumento delle segnalazioni da parte dei cittadini e delle varie autorità agli organi cantonali o alla nuova strategia di controllo che i Cantoni ridefiniscono ogni anno. I Cantoni hanno oggi un approccio ancora più mirato conto il lavoro nero ed effettuano controlli nei settori in cui si presuppone una maggiore diffusione del fenomeno.

In Ticino il numero dei controlli d'azienda con almeno un caso sospetto sono aumentati da 397 nel 2015 a 775 nel 2016 (+378). Per quanto riguarda i controlli di persone, su 1878 controlli totali nel 2016, 786 presentavano situazioni sospette.

Sempre in Ticino, su 1878 controlli di persone totali, 720 risultano nel settore del diritto delle assicurazioni sociali (+357 rispetto al 2015), 157 nel diritto degli stranieri e 618 nel diritto delle imposte alla fonte (+356).

Riscontri e sanzioni inflitteNel complesso in Svizzera il numero dei riscontri forniti dalle varie autorità agli organi di controllo sui provvedimenti adottati e sulle sanzioni inflitte è aumentato rispetto all’anno precedente (+ 3%). Entrando nello specifico, per quanto riguarda il diritto in materia di stranieri, i riscontri sono diminuiti (- 10%), come già avvenuto nei due anni precedenti, anche se in misura minore rispetto al 2015. Per quanto concerne il diritto delle assicurazioni sociali e in materia di imposte alla fonte si registra invece un aumento dei riscontri o delle sanzioni inflitte (rispettivamente + 19% e + 47).

Lotta più efficace contro il lavoro neroDall’analisi dell’esecuzione era emersa la necessità di adeguamenti legislativi in vari ambiti. Il Parlamento ha approvato una parte del progetto elaborato dal Consiglio federale volto a contrastare questo fenomeno. Gli adeguamenti principali riguardano la possibilità per gli organi cantonali di notificare i casi sospetti che esulano dall’oggetto del controllo, l’ampliamento della cerchia di autorità di supporto, l’obbligo degli organi cantonali preposti e delle altre autorità di supporto di fornire reciprocamente riscontri e l’adeguamento della procedura di conteggio semplificata. Il termine di referendum scade il 6 luglio 2017; la revisione entrerà probabilmente in vigore all’inizio del 2018.

Formazione per gli ispettori cantonaliNell’ambito dei lavori di miglioramento dell’esecuzione, la SECO ha elaborato, insieme all’Associazione degli uffici svizzeri del lavoro (AUSL), un programma di formazione per gli ispettori cantonali. I corsi, iniziati lo scorso marzo, hanno avuto un’eco molto positiva. Lo scopo di questa formazione è combinare gli aspetti teorici con quelli pratici nonché migliorare la capacità del personale addetto di concentrarsi sull’essenziale e di utilizzare le risorse in modo efficiente.

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