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Ticino
Lavoro nero alla sbarra
Redazione
14 anni fa
Condannato il gerente di un bar di Ascona. E nel 2012 sono aumentati i casi di lavoro nero, in particolare nella ristorazione

“La legge sugli stranieri parla chiaro”, ha spiegato questa mattina il giudice Siro Quadri rivolgendosi all’imputato. L’uomo, un 52.enne confederato, titolare di una bar di Ascona, è comparso questa mattina in Pretura penale a Bellinzona per rispondere del reato di impiego di stranieri sprovvisti di permesso. Per 10 giorni, nel 2011, il 52.enne ha impiegato nel suo locale una cittadina bulgara come barista, facendola lavorare nel fine settimana per alcune ore. Il tutto senza un regolare permesso di lavoro. Di qui l’accusa promossa dalla procuratrice pubblica Valentina Tuoni nel decreto d’accusa impugnato dall’imputato. Decreto che stamani il pretore ha confermato, condannando l’uomo ha una pena pecuniaria sospesa per tre anni. “Spetta al datore di lavoro controllare se il dipendente è veramente in regola”, ha spiegato Quadri. Una vicenda giudiziaria tutto sommato semplice, archiviata nel giro di un oretta, ma che solleva la questione centrale del lavoro nero. “Questo è un classico caso di lavoro nero, ci conferma la capoufficio per la sorveglianza del mercato del lavoro, Lorenza Rossetti. La legge attualmente in vigore prevede che ci troviamo di fronte ad un reato di lavoro nero quando c’è violazione dell’obbligo di annuncio alle assicurazione sociali, alle imposte alla fonte o alle autorità in materia di persone straniere” Impossibile stabilire a quanto ammonta l’economia sommersa del lavoro nero in Ticino, ci spiega ancora Rossetti. Dati certi non esistono. Indicativo però che il numero delle segnalazioni giunte negli ultimi anni sia in aumento: “Le segnalazioni giunte al nostro Ufficio sono effettivamente in aumento, ci spiega Rossetti. Dal 2009 – momento in cui è entrata in vigore la nuova legge contro il lavoro nero – ad oggi il numero delle segnalazioni è quasi raddoppiato. Complessivamente ne abbiamo raccolte circa 2000”. La ristorazione e l’albergheria, l’edilizia, il terziario e l’economia domestica sono i quattro settori più a rischio, quelli che di regola registrano il maggior numero di segnalazioni. Strumento – quest’ultimo – indispensabile, ha ricordato Rossetti, per lottare contro il lavoro nero. Decisiva poi la collaborazione con il Ministero pubblico. “Dal Ministero pubblico, continua Rossetti, riceviamo copia delle sentenze che condannano datori di lavoro per impiego di manodopera straniera senza permesso di lavoro. Il nostro ufficio a questo punto può intervenire con delle sanzioni amministrative, come il divieto di partecipare per 5 anni a gare di appalto pubbliche o la riduzione degli aiuti pubblici nel caso in cui un datore di lavoro dovesse richiederli. fp

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