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Lavoro e maternità, come conciliarli?
Lavoro e maternità, come conciliarli?
Lavoro e maternità, come conciliarli?
Redazione
7 anni fa
La testimonianza di Emma e il lavoro dell'Associazione Famiglie monoparentali e ricostituite: "Le richieste di aiuto sono in aumento"

"Sono stata accusata di essere una carrierista proprio perché desideravo lavorare e prendermi cura di mio figlio. Nel caso succeda a un uomo è normale, nel caso di una donna evidentemente no". A parlare è Emma (nome di fantasia), la cui storia è simile a quella di tante ticinesi. Divorziata, mamma, un posto qualificato, una vita in corsa. Il suo appello è per tutte le donne che lavorano per necessità o perché no, per scelta personale. 

"Ho fatto una formazione, avevo già alle spalle diversi anni di lavoro, mi dispiaceva lasciare perché c’è anche una soddisfazione personale a svolgere un’attività professionale" racconta ai microfoni di TeleTicino. "Quindi per me era evidente andare sulla strada della conciliabilità". Con tutte le difficoltà lavorative e finanziarie del caso. Lo sanno bene i collaboratori dell’Associazione Famiglie monoparentali e ricostituite (ATFMR), a cui si è rivolta anche Emma.

"È un dato di fatto che le donne percepiscono il 20% in meno degli uomini" afferma Lisa Bacchetta, coordinatrice ATFMR. "Al nostro sportello d'ascolto riceviamo circa 150 chiamate all'anno. Le richieste d'aiuto sono in forte aumento; una delle cause principali sono le difficoltà finanziarie, la difficoltà di conciliare la vita professionale con i figli, l'impressione di non farcela ad arrivare dappertutto. Questo sfata un cliché che spesso ci capita di sentire, che è un vero e proprio insulto alle donne separate e divorziate: la donna separata che vive sulle spalle dell'ex".

Oltre alla lotta alla disparità salariale, la violenza e gli stereotipi, lo sciopero delle donne di domani ha lo scopo di accendere i riflettori anche su questi aspetti problematici. Cosa può fare la politica, la società per andare incontro a uno dei grandi dilemmi contemporanei: se e quando diventare mamma, valutando pure le possibilità finanziarie o le opportunità lavorative. O anche solo la cura di un figlio improvvisamente malato, per un genitore solo.

"È già difficile quando tutto va bene, se poi ci si mette la malattia…" riprende Emma. "Se un bambino va ammalato all’asilo nido, non lo prendono. O una persona riesce a prendere vacanza (il che non è scontato) o riesce a contattare i nonni o amici. So di situazioni in cui il genitore è stato costretto a dare una pastiglia al figlio per la febbre. È un gioco di equilibrismo difficile, un grande investimento di energie anche mentali per far quadrare tutto".

Tutti i dettagli nel servizio di TeleTicino

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