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Ticino
Lavoro: "Ci vuole un rubinetto per regolamentare"
Lavoro: "Ci vuole un rubinetto per regolamentare"
Lavoro: "Ci vuole un rubinetto per regolamentare"
Redazione
9 anni fa
Piero Marchesi sulla parità tra lavoratori stranieri e svizzeri: "È chiaro che l'attuale sistema non funziona"

Le cifre parlano chiaro: nel 2016 il numero di lavoratori stranieri in Ticino è pari al numero di lavoratori svizzeri (vedi articolo suggerito). Un dato allarmante sul quale il presidente UDC e promotore dell'iniziativa "Prima i Nostri" Piero Marchesi mette sull'attenti. 

"Le cifre sono del 2016, ma già quest'anno si può presumere che il numero dei lavoratori stranieri ha superato quello degli elvetici" commenta Marchesi a Ticinonews. "È l'ennesima dimostrazione che il sistema, frutto della libera circolazione delle persone, non funziona. In Svizzera non c'è nessuna regolamentazione del lavoro e nessuna preferenza del mercato interno. A preoccupare è inoltre l'aumento delle persone senza lavoro. Il tasso Ilo a livello nazionale sfiora il 7%, mentre in Ticino i disoccupati e le persone in assistenza superano le 15mila unità. Eppure l'economia è in crescita e i posti di lavoro ci sono. Evidentemente c'è qualcosa che non va. Per questo è importante intervenire". 

L'iniziativa "Prima i Nostri" in questo senso potrà migliorare la situazione? 

"L'iniziativa per noi è la soluzione ideale. Il salario minimo invece non risolve tutti i problemi. Regolamenta i salari bassi, ma non quelli medi-alti. Se un domani dovesse arrivare un contabile dall'Italia che è disposto a fare lo stesso lavoro di un cittadino svizzero per 4'000 franchi al posto di 6'000, rispetta il salario minimo imposto dallo Stato, ma crea concorrenza sleale verso il lavoratore residente. L'iniziativa "Prima i Nostri" invece, a parità di curriculum, dà la preferenza al lavoratore residente. Si tratta di regolamentare il mercato del lavoro ticinese: è un rubinetto da aprire quando c'è una reale necessità, ossia quando mancano i profili professionali, da chiudere invece quando ci sono". 

A che punto siamo con l'applicazione dell'iniziativa? 

"Abbiamo preparato la proposta di legge d'applicazione nello spazio di 6 mesi, ora è al vaglio della Commissione. Alcune iniziative che toccano il pubblico e para-pubblico sono a buon punto, mentre le iniziative che toccano il privato è più difficile. È quasi certo che le forze in campo si opporranno. Aiti e la Camera di Commercio hanno già espresso la loro opposizione. Si tratta di un'iniziativa generica, quindi può essere rivista. Tutto dipenderà da quello che deciderà il Parlamento. E il rischio che vengano respinte alcune misure è piuttosto consistente. Vedremo se PLR, PPD e parte della sinistra risponderanno agli appelli degli "ufficiali" dell'economia. Ma è importante che in Ticino si facciano i compiti, rispettando la volontà popolare". 

"Dal punto di vista delle tempistiche" conclude Marchesi, "la legge d'applicazione potrà essere sottoposta al Parlamento entro fine anno, alle peggio nella sessione di gennaio. Siamo vicini, salvo colpi di scena".

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