
Come frenare il continuo aumento di lavoratori interinali, in gran parte provenienti dalla vicina Italia, nel nostro Cantone?
Un'idea che senz'altro farà discutere giunge oggi dai deputati Giorgio Fonio e Lorenzo Jelmini, i quali a nome del gruppo PPD propongono un emendamento alla Legge sulle commesse pubbliche del 20 febbraio 2001 (LCPubb) che verrà discussa durante la prossima seduta parlamentare.
L'emendamento è il seguente: "Art. 24 Subappalto"
"f) L’offerente ha l’obbligo di rivolgersi agli Uffici regionali di collocamento (URC) nel caso di una necessità ulteriore di manodopera. Solo dopo che gli URC hanno attestato l’impossibilità di reperire manodopera presso i propri uffici potrà rivolgersi alle agenzie interinali"
Una proposta forte, ma Fonio e Jelmini ritengono che "sul tema dell’occupazione la politica non possa più stare a guardare."
"I dati parlano chiaro e mostrano una preoccupante esplosione del lavoro a prestito – agenzie interinali - , che interessa sempre di più i lavoratori" spiegano i due deputati PPD. "I numeri fotografano al meglio il problema: nel 2000 in Ticino erano attivi 4'520 lavoratori interinali, di cui 2'511 svizzeri e 2'009 stranieri. Da quell’anno la crescita è stata continua e nel 2015 si è sfondato il muro delle 11mila persone occupate tramite le agenzie interinali, arrivando a 11'577."
"Il dato che fa preoccupare il gruppo Popolare Democratico + GG è che di questi solo 1'495 sono svizzeri, mentre i restanti 10'062 sono stranieri" proseguono Fonio e Jelmini. "I settori più toccati sono quelli dell’edilizia e dell’industria, professioni in cui il tasso di disoccupazione supera la media ticinese, dimostrando che anche in questi settori esistono lavoratori residenti alla ricerca di un impiego."
Per questo Fonio e Jelmini chiedono al Gran Consiglio di fare in modo che l'offerente, prima di far capo a manodopera a prestito, debba rivolgersi agli Uffici regionali di collocamento e verificare che non vi siano disoccupati in grado di svolgere il lavoro oggetto della commessa pubblica.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

