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Ticino
Lavoratori "schiavi": tra loro, anche uno svizzero
Redazione
12 anni fa
Il datore, residente nel Bellinzonese, dà la colpa alla crisi

Ogni giorno i lavoratori (12 italiani tra cui una donna, 3 rumeni, un polacco e uno svizzero) venivano trasportati dal capannone di Germignana in cui vivevano ammassati l'uno sull'altro, verso il Ticino, precisamente verso alcuni cantieri nel Luganese e nel Bellinzonese, dove lavoravano in nero.

A capo del traffico vi era un 48enne lucano residente nel Bellinzonese con precedenti in Italia per reati fiscali e tributari, secondo quanto spiegato dalla Provincia e la Prealpina. Lo stesso aveva aperto, a marzo, una filiale a Iragna per conto di una ditta di Potenza, e il capannone lo utilizzava per ospitare i lavoratori, i quali però erano costretti a vivere in un ambiente fatiscente, non ristrutturato "per colpa della crisi".

"I lavoratori non si potevano lamentare - ha spiegato il capo del commissariato di Luino - sarebbero stati sostituiti. I parenti dell’imprenditore procuravano mano d’opera dal sud Italia. Sapevano di essere abusivi e irregolari, per non essere scoperti, avrebbero rischiato la vita".

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