
Giovedì 18 settembre, più di 200 operai edili hanno partecipato a un’assemblea unitaria organizzata dai sindacati Unia e OCST. L’assemblea ha discusso dello stallo delle attuali negoziazioni in vista del rinnovo del CNM, il Contratto Nazionale Mantello. A fronte delle rivendicazioni degli operai (diminuzione del tempo di lavoro, riconoscimento di tutte le ore di trasferta, aumento dei salari e rincaro automatico) la Società Svizzera Impresari Costruttori (SSIC), viene deplorato in un comunicato, “ha risposto con un attacco senza precedenti: liberalizzazione completa degli orari di lavoro (400 ore annuali di flessibilità), lavoro al sabato, diminuzione dei salari e soppressione delle protezioni contro il licenziamento esistenti". E per quanto concerne il Contratto Collettivo di Lavoro ticinese (CCL-TI) "le trattative non sono ancora nemmeno iniziate: la sezione ticinese della SSIC ha deciso di non cominciare le discussioni prima della fine delle trattative nazionali".
Decisa una mobilitazione
A fronte di questa situazione, a difesa dei loro contratti collettivi (CNM e CCL-TI), e rivendicando i miglioramenti necessari alle loro condizioni di lavoro, gli operai riuniti in assemblea hanno espresso all’unanimità il loro sostegno alla votazione sulle azioni di protesta attualmente in corso sui cantieri di tutto il paese. L’assemblea ha quindi deciso di organizzare un primo giorno di mobilitazione in Ticino per lunedì 20 ottobre, invitando tutti i colleghi a mobilitarsi assieme ai sindacati.
Adottata una risoluzione
L’assemblea è stata anche segnata dal cordoglio e dalla solidarietà espresse ai familiari e agli amici del membro del comitato cantonale edilizia di OCST deceduto nel drammatico incidente di martedì scorso. Dopo un momento di raccoglimento, gli operai hanno votato una risoluzione con cui si chiede un concreto impegno da parte degli impresari e committenti "affinché si elaborino e attuino urgenti misure a tutela di salute e sicurezza". Anzitutto, si domanda un impegno a elaborare e accettare solo offerte che garantiscano termini di consegna presentabili e realistici e che gli impresari si assumano la responsabilità di promuovere un contesto lavorativo privo di pressioni e che sia salutare per tutti i loro dipendenti. Inoltre, "che si smetta di considerare ogni drammatico incidente sul cantiere come frutto di fatalità, che si ragioni globalmente e seriamente sulla problematica e che ci si impegni nello sforzo di ridurre a zero il rischio per gli operai".

