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Ticino
Lavorare nei laboratori per persone disabili
Lavorare nei laboratori per persone disabili
Lavorare nei laboratori per persone disabili
Redazione
7 anni fa
Nel corso di una giornata di studio a Manno si è discusso delle condizioni di impiego e salariali nei laboratori svizzeri e nelle cooperative sociali italiane

Si è svolta giovedì 3 ottobre a Manno una giornata di studio organizzata dalla Ricerca del Dipartimento economia aziendale, sanità e sociale SUPSI dal titolo “Lavorare nei laboratori per persone disabili”. L’evento ha promosso la riflessione su un’area di attività spesso denominata “lavoro protetto”, discutendo delle condizioni di impiego e salariali nei laboratori svizzeri e nelle cooperative sociali italiane.

Nel secolo scorso, l’accesso al lavoro per le persone disabili è diventato gradualmente un obiettivo della società. Nel 2018, il Consiglio federale ha messo in atto una serie di misure per promuovere l’integrazione professionale nel mercato del lavoro attraverso un “ambiente di lavoro inclusivo”. In Svizzera, da molti anni, i laboratori per persone disabili esercitano questo doppio ruolo di integrazione e produzione in un contesto economico e sociale in continua evoluzione.

Di questi temi si è discusso durante una giornata di studio organizzata dal Dipartimento economia aziendale sanità e sociale (DEASS) SUPSI, con la collaborazione della Ecole d’études sociales et pédagogiques (EESP) di Losanna, della Haute école de travail social et de la santé Vaud, della Zürcher Hochschule für Angewandte Wissenschaften (ZHAW) e con il sostegno di INSOS Svizzera, del Fondo nazionale svizzero per la ricerca scientifica (FNS) e del Centro competenze bisogni educativi, scuola e società (BESS) della SUPSI.

Ad aprire la giornata davanti ad una platea di circa 100 specialisti e professionisti di SUP e università, mondo politico e associazioni, imprese di inserimento e lavoro sociale è stata Carmen Vaucher de la Croix, membro della Direzione del DEASS e responsabile della formazione continua.

A seguire, Spartaco Greppi, Responsabile del Centro competenze lavoro, welfare e società SUPSI, ha introdotto la giornata di studio e i vari ospiti che si sono via via succeduti analizzando alcune tematiche specifiche: dalle cooperative sociali di tipo B in Italia (relazione di Carlo Borzaga, professore ordinario, Università degli Studi di Trento) alle condizioni salariali e d’impiego nei laboratori produttivi per disabili in Svizzera (relazione di Natalie Benelli, chargée de recherce EESP-HESSO)

Successivamente, in una tavola rotonda moderata da Michele Mainardi, professore e Responsabile del Centro competenze BESS della SUPSI e presidente della Commissione consultiva della Legge cantonale sull’inclusione sociale e professionale delle persone con disabilità (LISPI), è stato affrontato il tema dell’Impiego e lavoro nei laboratori protetti. Ospiti della tavola rotonda, Marzio Proietti, direttore di inclusione andicap ticino e Membro della Commissione mondo del lavoro di INSOS Svizzera; Christian Grassi, capoufficio Ufficio degli invalidi, Divisione dell’azione sociale e delle famiglie del Canton Ticino; Monika Invernizzi, lavoratrice presso il Laboratorio Centro al Dragonato di Bellinzona; Roberto Trosi, già docente SUPSI e Responsabile delle strutture lavorative del Locarnese per la Fondazione Diamante; Cristina Brindicci, coordinatrice del Laboratorio Centro al Dragonato di Bellinzona e Maurizio Battiston, direttore della Fondazione Sirio.

La giornata di studio ha rappresentato un momento privilegiato di riflessione su un tema di grande interesse e ha consentito di dare alcuni spunti per continuare il dibattito su un mondo che da sempre si è mostrato aperto e capace di rispondere con creatività e innovazione ai problemi e ai bisogni sociali.

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