
Manuele Bertoli, direttore del Dipartimento dell’educazione e della cultura, interpellato dal Caffè, fa un po’ di luce sui due nuovi atenei privati inaugurati lo scorso settembre a Chiasso, ossia la Aieu (Associazione universitaria europea) e l'Ipus (Istituto privato universitario svizzero). Due istituti che, a quanto pare, stanno attirando molti iscritti, soprattutto dalla vicina penisola, ma che hanno sollevato dubbi e domande sulla validità dei titoli di studio, dato che si tratta di università straniere che rilasciano lauree valide negli stati europei.
“Qualificarsi come università di diritto svizzero vuol dire poco o niente” ha affermato il ministro. “L'importante, alla fine, è sapere se il titolo rilasciato è riconosciuto o meno dalla Confederazione”. Non si tratta di attività illegali, ha precisato il ministro, sono imprese come altre e in Svizzera vale la libertà di commercio. “Ma queste università, politecnici o accademie, giocano sul fatto che sino a quando non entrerà in vigore la nuova legge federale, e cioè nel 2015, e non esisterà un unico contesto giuridico nazionale, ci saranno dei vuoti”.
"Non sono obbligati a comunicarci l'inizio dell'attività” ha continuato Bertoli al Caffè “e noi non abbiamo strumenti giuridici per decidere l'apertura o la chiusura di un istituto universitario privato straniero sul nostro territorio". Ma prima di cominciare un percorso di studi in queste strutture, ha avvertito il ministro, "è sempre meglio chiedere ai nostri uffici che tipo di validità avrà il titolo che si otterrà".
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