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Ticino
Laura Sadis lancia l'allarme disoccupazione
Redazione
17 anni fa
Gli effetti della crisi: continua l'aumento dei senza lavoro. Il DFE: "Un dato preoccupante"

"L’aumento del tasso di disoccupazione di 0.4 punti durante il mese di novembre, al di là dei consueti incrementi di carattere stagionale, evidenzia purtroppo il concretizzarsi degli effetti della grave recessione economica sul mercato del lavoro. Trovano quindi conferma le previsioni secondo cui la perdita di posti di lavoro si manifesta con un certo ritardo rispetto alla crisi economica". E' con questa premessa che la direttrice del DFE Laura Sadis analizza oggi in una nota stampa i nuovi dati sulla disoccupazione. Il Ticino, con un tasso del 5.5%, si colloca al quinto posto in ambito nazionale preceduto solo dai cantoni Ginevra, Neuchâtel, Giura e Vaud. "Si tratta sicuramente - aggiunge il DFE - di un "dato preoccupante" e Bellinzona intende ora "valutare la possibilità di richiedere alla Confederazione l’estensione del numero massimo di indennità giornaliere da 400 a 520". Secondo la Legge federale sull’assicurazione disoccupazione (LADI), prima di inoltrare un’eventuale richiesta, nel Cantone deve decorrere un periodo di almeno 6 mesi durante il quale il tasso di disoccupazione è almeno del 5% in media. Il Ticino non soddisfa ancora questa condizione ma secondo il DFE "è probabile che ciò avvenga nei primi mesi del 2010". Attualmente manca una base legale che permette al Consiglio di Stato di inoltrare la domanda a Berna e di assumersi gli oneri finanziari. Per questo motivo il DFE presenterà nelle prossime settimane al Governo un messaggio per una modifica della L-rilocc volta a introdurre una specifica delega di competenza. Nel frattempo si è già provveduto ad adeguare le strutture che permettono di far fronte alla nuova situazione con l’assunzione di un primo gruppo di consulenti al quale se ne aggiungeranno altri nei prossimi mesi. Complessivamente i collocatori in più saranno una ventina. Durante il mese di gennaio verranno inoltre fornite ai Cantoni le istruzioni per la messa in pratica del terzo pacchetto di misure della Confederazione adottate dalle Camere federali per far fronte alla grave crisi economica: la Sezione del lavoro sta già attuando i preparativi necessari per una tempestiva implementazione. Il Consiglio federale valuterà infine nei prossimi mesi la possibilità di far valere nei confronti di Bruxelles la clausola di salvaguardia nell’ambito dell’Accordo sulla libera circolazione delle persone che permetterebbe di introdurre nuovi contingenti per i lavoratori stranieri per un periodo limitato.

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