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L’aumento dei prezzi preoccupa le associazioni ticinesi del sociale
Teleticino
4 anni fa
L’impennata dei costi rischia di ripercuotersi soprattutto sul ceto medio basso. Balbo (Caritas): “Temiamo soprattutto gli sviluppi a lungo termine”.

Al 2023 non manca molto e se già ora siamo confrontati con un aumento dei prezzi. Il rischio che il nuovo anno si apra con un’esplosione dei costi sembra essere realtà. I prezzi dell’elettricità aumenteranno di circa il 25% e i premi di cassa malati - si stima - subiranno un incremento tra il 7 e il 10 per cento. Un costo della vita dunque importante che preoccupa le diverse associazioni attive nel sociale presenti sul nostro territorio. “Ci inquieta soprattutto a lungo termine, perché per ora non vediamo gli effetti di questa situazione nel nostro servizio sociale, così come non si nota nei nostri programmi occupazionali, dove non c’è un aumento spropositato dei disoccupati”, commenta ai microfoni di Ticinonews il responsabile dei servizi sociali di Caritas Ticino Dante Balbo. La fascia della popolazione più colpita sarà sicuramente “quella medio bassa che magari non ha altri aiuti, penso ad esempio agli assegni integrativi e di prima infanzia”. 

Aumentano le richieste di aiuto

Il ceto medio basso sarà dunque quello più colpito. Una situazione futura di cui però l’associazione Soccorso d’inverno ha già avuto un assaggio nei mesi appena trascorsi. “Noi abbiamo visto in luglio e agosto un aumento delle domande del 16% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno”, spiega la direttrice Manuela Nünlist. “La tendenza è al rialzo e si vede. Abbiamo appena chiuso la nostra contabilità, dal 1 luglio al 30 giugno, e constatiamo che abbiamo raccolto 855 domande”. Sono praticamente “tre volte quelle che facevamo prima della pandemia e siamo convinti che quest’anno saranno ancora di più”. Il problema “sarà vedere se avremo abbastanza fondi per aiutare tutte queste persone che ci chiederanno aiuto”.

Rischio di una nuova fascia di persone indigenti

La preoccupazione per il prossimo futuro è condivisa anche dalla Croce Rossa Svizzera, che intravede la possibilità di una nuova fascia di persone indigenti. “Il rischio c’è ed è concreto”, conferma la direttrice della sezione del Sottoceneri Josiane Ricci. “Le famiglie con budget molto modesti che adesso riuscivano a malapena a coprire le spese, con tutti questi aumenti che si prospettano non riusciranno più nemmeno a fronteggiare le spese strettamente indispensabili”.