
Diversi paesi in Europa stanno varando o pensando a nuove restrizioni. La “quinta ondata” sembra in procinto di sbarcare anche in Svizzera dove però non sono previste novità sul fronte politico-sanitario. Proprio ieri, il Consigliere federale Alain Berset in conferenza stampa ha spiegato che “al momento non sono necessarie ulteriori misure”. Secondo il direttore sanitario della Clinica Luganese Moncucco Christian Garzoni la decisione del Consiglio federale di attendere è “rischiosa”.
“Dobbiamo prevedere”
“Si può sempre aspettare l’evoluzione ma abbiamo imparato che bisogna prevedere molto. Io spero che il Consiglio federale prenda al volo la fase esponenziale per bloccarla”, spiega Garzoni ai microfoni di Ticinonews. Il tasso di vaccinazione in Svizzera è basso ma alle autorità ancora non è chiaro come convincere le persone. “Purtroppo, un tasso basso di vaccinazione crea dei grossi problemi perché rischia di portarci in una situazione di crisi e poi bloccare tutta la società. Questo è un discorso politico che il Consiglio federale dovrà affrontare”, aggiunge.
Necessario “fare qualcosa”
La situazione è in evoluzione e i numeri stanno aumentando. Oggi il Ticino ha registrato ben 94 casi e, rispetto ai giorni scorsi, un leggero aumento degli ospedalizzati, anche in cure intense. “Dobbiamo fare qualcosa” sottolinea. Il grado di sicurezza negli ospedali è sicuramente “da tenere alto”, purtroppo – ha spiegato Garzoni – “le misure diventano sempre più strette quando nella popolazione il carico di virus aumenta”.
“Non dimenticatevi le regole di igiene di base”
Secondo quanto riporta il medico la stragrande maggioranza di pazienti ricoverati sono non vaccinati. “L’appello è quello di farsi diagnosticare il Covid in caso di sintomi e non pensare che sia un banale raffreddore. Questo permette di frenare l’epidemia e di evitare ricoveri pericolosi”, sottolinea. Ma prima di fare restrizioni politiche per Garzoni è necessario “ricordarsi delle regole che abbiamo imparato lo scorso anno”. “Le persone non mettono più le mascherine e non mantengono più le distanze: bisogna ricordare di disinfettare le mani, tenere le distanze e utilizzare la protezione facciale”.
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