
Nel corso dell’ultima sessione di Gran Consiglio sia il Consigliere di Stato leghista Claudio Zali sia il deputato PLR Giorgio Galusero non le hanno mandate a dire al granconsigliere Matteo Pronzini (MPS). In un articolo pubblicato oggi su Opinione Liberale Galusero ha voluto precisare meglio il pensiero già espresso in aula: “L’aggressività dei suoi interventi è cresciuta a dismisura nel corso delle ultime sedute di Gran Consiglio ed è inaccettabile questo suo tono intimidatorio quasi a far intendere che ministri e deputati siano disonesti”.
“Malgrado le sue critiche il nostro sistema democratico, che non è quello dell’URSS, gli consente di esprimersi su ogni oggetto, cosa che per esempio i 24 deputati PLR non possono fare - prosegue Galusero - Martedì gli ho detto di moderare i termini ricordandogli che in Parlamento ci sono deputati che passano giornate intere in commissioni, mentre lui non fa parte di nessuna commissione…”
Sempre su Opinione Liberale Galusero ha spiegato che a suo avviso "i poliziotti devono tornare a operare in "trincea" e non dietro le scrivanie". Secondo il deputato non è necessario ritoccare per forza ancora gli effettivi, ma sarebbe importante sgravare la polizia da altri compiti, come per esempio "le denunce a querela di parte" o le contestazioni per gli incidenti bagatella".
Il deputato si è anche espresso sui correttivi da apportare in seno alla Magistratura. "Gli effettivi sono già adeguati e sicuramente in grado di rispondere alle attuali e future sfide della criminalità. Nel 1970", aggiunge Galusero, "in Ticino operavano due procuratori pubblici e altrettanti sostituti, oggi sono più di una ventina". Le procedure giudiziare sono certamente diventate più complicate, ma i magistrati di allora "accelleravano l'istruttoria per poter dibattere il tutto nella sede proposta e cioé l'aula penale". Per Galusero oggi ad alcuni procuratori "manca questo sano coraggio di affrontare il dibattimento".
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