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Ticino
"L'attacco alle borse di studio danneggia anche l'economia"
"L'attacco alle borse di studio danneggia anche l'economia"
"L'attacco alle borse di studio danneggia anche l'economia"
Redazione
10 anni fa
La Gioventù Comunista prende posizione sul tema: "Pronti a sostenere il referendum insieme a SISA e GISO"

Il Comitato Centrale del Sindacato Indipendente degli Studenti e Apprendisti (SISA) si era riunito lo scorso 3 settembre a Lugano per stabilire la strategia da adottare per contrastare la proposta, recentemente avanzata dalla maggioranza parlamentare, di convertire in prestiti un terzo delle borse di studio per il bachelor.

La Gioventù comunista, in un comunicato diramato oggi, comunica di aver deciso di schierarsi insieme al SISA e alla Gioventù Socialista: "Regolarmente in Ticino si torna a parlare di borse di studio …per tagliarle! Già nel 2008 una proposta atta a trasformale in prestiti, si scontrarono con la giusta mobilitazione e lo sciopero indetto dal Sindacato Indipendente degli Studenti e Apprendisti".

"Ora i partiti borghesi e la Lega dei Ticinesi tornano alla carica con una proposta di chiara impostazione classista che non solo è un attacco al diritto allo studio e all’uguaglianza di chances dei giovani ticinesi, ma assume un carattere ancora più vasto che consisterà in un danno per l’economia stessa del Paese - si legge nel comunicato - Purtroppo il campo a tali controriforme è stato preparato anche dai continui compromessi del centro-sinistra nostrano".

La Gioventù comunista conferma dunque l'appoggio al SISA e alla Gioventù Socialista in caso di referendum. "Aderiremo senza riserve al comitato referendario che verrà creato qualora la misura di risparmio dovesse venir approvata dal Parlamento".

"La proposta avanzata dai partiti borghesi e della Lega dei Ticinesi in commissione della gestione va a colpire infatti le fasce popolari: studenti che già necessitano di una borsa di studio per continuare la propria formazione si vedranno indebitati con lo Stato non appena diplomati - evidenzia la GC - Come sempre non sono mai i ricchi ad essere chiamati a tirare le cinghia quando il Cantone adotta la politica delle casse vuote".

"Ci si lamenta ipocritamente del frontalierato, quando è proprio con proposte simili che si danneggia il settore della formazione del nostro Paese: tagliando sulle borse di studio e rendendo le loro condizioni meno favorevoli non si aiuta la preparazione di professionisti residenti qualificati, di cui la destra tanto parla con meri intenti propagandistici. Non ci si lamenti quindi se il frontalierato aumenterà anche nei settori più qualificati", conclude il comunicato.

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