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Ticino
Latitante per 13 anni, torna in Ticino per una pena light
Latitante per 13 anni, torna in Ticino per una pena light
Latitante per 13 anni, torna in Ticino per una pena light
Redazione
8 anni fa
L'uomo è accusato di malversazioni per otto milioni di franchi. Per lui niente carcere e multa di mille franchi

Potrebbe sembrare una storia come tante. Di quelle che vedono disonesti manager di società finanziarie truffare i propri clienti con trucchi che poi, in un modo o nell’altro, vengono a galla. E che vengono infine pagati a caro prezzo. In questo caso, però, il conto finale non sarà affatto salato, come riporta Radio 3iii. Soprattutto se confrontato con l’ammontare del maltolto: ben otto milioni di franchi. Tre dei quali sottratti al suo stesso fratello, detto per inciso. Il motivo? Il protagonista della vicenda - un 60.enne luganese, ex dirigente di banca e all’epoca dei fatti amministratore di una società finanziaria con sede a Lugano - subirà un processo con rito abbreviato, per il quale è stata concordata una pena massima di 24 mesi sospesi e una multa di mille franchi. E ciò in relazione al fatto che sono trascorsi 13 anni da quando le malversazioni sono emerse.

Un tempo lunghissimo, per la giustizia. Non fosse però che questi 13 anni sono passati perché il diretto interessato era latitante. Fuggito in Italia il 31 dicembre del 2005, quando le sue malversazioni sono state portate alla luce da uno dei clienti truffati. Da quel momento, di lui, non si è più avuta notizia. Impossibile estradarlo, possiede anche il passaporto italiano. Ora tuttavia – complice, forse, la coscienza – ha deciso di tornare in patria e di pagare il suo debito con la giustizia ticinese. Il conto, come accennato, è ben poca cosa, se si considera che per due anni, tra il 2003 e il 2005, ha sottratto denaro dalla cassa della società che amministrava e ha indotto clienti ad affidargli fondi che in realtà non investiva, ma utilizzava per coprire gli ammanchi della citata società.

Che è infine fallita, lasciando un buco di oltre un milione di franchi. L’uomo è accusato di appropriazione indebita, truffa aggravata, amministrazione infedele, cattiva gestione e falsità in documenti. Difeso dall’avvocato Carlo Borradori, approderà di fronte alla Corte delle Assise correzionali di Lugano, presieduta dal giudice Marco Villa, il prossimo 9 agosto. L’accusa è rappresentata dal procuratore pubblico Andrea Gianini.

Laura Zucchetti

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