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Ticino
L'ATAC: "Non andate a votare"
L'ATAC: "Non andate a votare"
L'ATAC: "Non andate a votare"
Redazione
8 anni fa
L'associazione delusa dal comportamento del Gran Consiglio in materia di aggregazioni coatte. Poli: "Una provocazione"

"L'Assocciazione Ticinese per l'autonomia dei Comuni (ATAC) consiglia di non andare a votare". Questa la posizione ribadita dall'associazione, che in un comunicato stampa punta il dito contro i partiti in Parlamento, sia di destra che di sinistra, in merito alla politica sulle aggregazioni. 

"L'ATAC ha rimarcato un’incoerenza di fondo da parte dei gruppi presenti nel parlamento con qualche eccezione da parte di singoli politici. Si nota come la difesa della democrazia e del federalismo siano slogan che servono per distrarre i cittadini mentre si applica, sempre di più, una falsa democrazia" si legge nella nota.

Ricordando che il Comune è alla base del federalismo, che è "una palestra politica per i giovani e che merita maggior rispetto da parte dei governanti cantonali", l’ATAC ha deciso "di invitare i cittadini a non recarsi alle urne, per manifestare il dissenso verso questa deriva antidemocratica che si palesa nella sistematica approvazione delle aggregazioni coatte".

"Si tratta chiaramente di una provocazione" spiega il presidente Alberto Poli, contattato da Ticinonews per capire i motivi alla base dell'invito. "Ma i politici mostrano che votare non serve a niente. La popolazione prende una decisione, il Gran Consiglio un'altra. Penso per esempio a Sala Capriasca, a Bellinzona, dove la popolazione ha votato per un'aggregazione a 17 e non a 13, sconvolgendo il progetto iniziale. Ma anche Onsernone, Acquarossa...". 

"È una tendenza che si vede non solo nelle aggregazioni, ma anche su altri temi, per esempio "Prima i Nostri". La popolazione è andata alle urne, convinta di votare su un tema, poi saltano fuori leggi che dicono che non si può fare e si trovano scuse per non rispettare il risultato. Quindi a che serve?"

"Il nostro auspicio" conclude Poli, "è che ci sia più rispetto della volontà popolare e che ai cittadini non vengano sottoposti temi che non possono essere portati avanti". 

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