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Ticino
Lassù dove il burqa non disturba
Redazione
13 anni fa
Solo quattro comuni ticinesi, tutti di montagna, hanno bocciato il divieto. "Da noi, specie in inverno, i copricapo sono di uso comune"

In un Ticino che ha votato pressoché compatto per il divieto del burqa, ci sono delle eccezioni. Delle oasi di libertà, o di smisurata tolleranza che dir si voglia, concentrate tutte sulla montagne. Sono Bosco Gurin, Dalpe, Isorno e Linescio. Quattro comuni ticinesi, su 135, che hanno bocciato l'iniziativa popolare lanciata da Giorgio Ghiringhelli. Tradizionalmente ci si aspetterebbe di vedere la montagna votare in modo conservatore, mentre i segnali di apertura dovrebbero giungere dalle pianure. Stavolta non è stato il caso. Centri urbani come Lugano o Chiasso hanno fatto registrare un tasso di SÌ al divieto superiore rispetto alla media cantonale. La difesa della libertà di vestirsi è giunta dai piccoli comuni di montagna. "Forse siamo più tolleranti..." spiega, tra il serio e il faceto, il sindaco di Dalpe, Marzio Eusebio. Che poi precisa: "Il fatto è che qui di burqa non ne abbiamo mai visti. E in montagna i copricapo sono di uso comune. Molta gente si copre il viso, in inverno, per esempio mettendo il passamontagna." Eusebio ritiene di difficile interpretazione il voto di ieri, sia per quanto riguarda il suo Comune, sia per il Cantone. "Si vede che i burqa danno più fastidio in città che in montagna. Anche se penso che ad aver dettato la posizione dei miei concittadini siano stati più motivi di ordine pratico che di ideologia."AS

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