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Ticino
Lascia i suoi tre cani incustoditi: condannato
Lascia i suoi tre cani incustoditi: condannato
Lascia i suoi tre cani incustoditi: condannato
Redazione
9 anni fa
L'uomo non si era presentato al processo, lamentando dolori al ginocchio. I giudici: "Poteva venire lo stesso"

Il Tribunale federale ha confermato la condanna di un ticinese che, in violazione delle disposizioni comunali in vigore, aveva lasciato vagare liberi ed incustoditi i suoi tre cani, uno dei quali aveva in seguito aggredito e ferito un cane di proprietà altrui.

Il proprietario dei tre cani era stato dapprima oggetto di un decreto d'accusa, nel marzo 2016, con il quale il procuratore pubblico lo riteneva colpevole di "atti contro la pubblica incolumità" e ne proponeva la condanna a una multa di 300 franchi.

Egli si era opposto al decreto d'accusa ed era quindi stato convocato per il dibattimento in Pretura penale, che avrebbe dovuto tenersi il 4 aprile 2017.

Ma il giorno precedente, il 3 aprile, l'uomo comunicò alle autorità di essersi ferito al ginocchio il sabato precedente e di non potersi quindi presentare al processo. Il giorno dopo, su ingiunzione del giudice supplente della Pretura penale, presentò un certificato medico.

Ma il giudice supplente ritenne il certificato medico "non attestante l'impossibilità per l'imputato di presenziare al dibattimento". Il giorno stesso, quindi, "constatata l'assenza ingiustificata dell'imputato" il giudice stralciò dai ruoli il procedimento susseguente all'opposizione, considerando definitivo il decreto d'accusa.

Il proprietario dei cani presentò reclamo alla Corte dei reclami penali del Tribunale d'appello contro lo stralcio, ma il suo reclamo venne respinto.

Nel luglio 2017 l'uomo ha quindi tentato la sua ultima chance, presentando un ricorso al Tribunale federale. Oltre all'annullamento del decreto di stralcio, il proprietario dei tre cani chiedeva "l'esonero dal pagamento dell'anticipo delle spese giudiziarie, tenuto conto della sua situazione economica".

Ma anche i giudici federali hanno ritenuto che il certificato medico presentato dall'uomo il giorno prima del dibattimento non fosse idoneo a giustificarne l'assenza, "giacché il medico aveva unicamente attestato di essere stato consultato dal ricorrente il giorno in cui era previsto il dibattimento per forti dolori al ginocchio sinistro a seguito di una contusione, senza tuttavia prendere posizione sulla possibilità per l'interessato di presenziare all'udienza e senza indicare se doveva seguire una terapia o eventualmente rimanere a riposo per un tempo determinato."

Inoltre, come si legge nella sentenza pubblicata oggi (6B_828/2017), "il ricorrente si era recato dal medico soltanto tre giorni dopo il preteso infortunio, presentando il certificato medico unicamente su richiesta del primo giudice".

Infine, i giudici evidenziano che "il ricorrente ha riconosciuto esplicitamente come si trattasse di una semplice ferita facilmente curabile con rimedi casalinghi, che non necessitava di un intervento medico e che gli consentiva comunque di eseguire spostamenti anche a piedi, seppure per brevi tragitti."

Per questi motivi il Tribunale federale ha giudicato il ricorso inammissibile. Tuttavia, "vista la situazione del ricorrente", ha rinunciato in via eccezionale a prelevare una tassa di giustizia.

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