
Giornata importante per Lugano Aiport. Questa sera alle 19.00 il Consiglio comunale deciderà se rilanciare o meno lo scalo di Agno. Il Municipio ha presentato un piano di salvataggio. In particolare chiede di stanziare 3,6 milioni di franchi per la ricapitalizzazione della società; 1,38 milioni per la copertura delle perdite a bilancio per il 31 dicembre 2019 e un credito di 780'000 franchi per la copertura del 60% delle perdite del 2020.
Sul tavolo ci sono tre rapporti: quello di Lega-UDC, favorevoli al messaggio municipale; quello di PLR e PPD, favorevoli al rilancio della struttura, ma che pongono tuttavia alcune condizioni; e quello di PS e Verdi, che invece sono contrari e chiedono di presentare un nuovo messaggio che comprenda un piano sociale per il personale non più occupabile dell’aeroporto e la copertura del disavanzo per il periodo necessario alla vendita dello scalo (oltre alla copertura di eventuali altri costi necessari durante la fase di transizione).
Ma come come si è arrivati a questa situazione? Qui di seguito i punti salienti:
- L'università di San Gallo redige uno studio, secondo cui la direzione da prendere sarebbe il rilancio. Se non che, in pochi mesi, la situazione cambia radicalmente. I primi pesanti scossoni arrivano in estate.
- 16 agosto 2019: la Zimex saluta Lugano. Di punto in bianco la compagnia aerea annuncia di non essere più interessata a rilevare il volo su Ginevra;
- 18 agosto 2019: due giorni dopo, ad alimentare le polemiche, ci pensa il ceo delle ferrovie Andreas Mayer. Per mezzo stampa afferma che “l’apertura della galleria del Ceneri nel 2020 renderà l’aereo Lugano Zurigo non più competitivo”. Il clima politico a Lugano è rovente. La politica si chiede se il messaggio municipale per LASA è ancora attuale. Intanto il giorno del voto in consiglio comunale si avvicina. I dipendenti di LASA si mobilitano.
- 23 settembre 2019: vengono consegnate al Municipio 8 mila firme a sostegno dello scalo;
- 24 settembre 2019: ironia della sorte, Adria che opera per conto di Swiss il volo su Zurigo (l’unico ancora in essere) annuncia il grounding per problemi di liquidità. Una settimana dopo il 30 settembre Adria fallisce. Ma per LASA le brutte notizie non finiscono.
- 24 settembre 2019: Swiss annuncia di non essere più interessata al volo Lugano Zurigo e che il collegamento sarà affidato alla rotaia grazie ad una collaborazione con le Ferrovie. Un colpo basso. A soli due mesi dal voto in consiglio comunale, LASA si ritrova senza voli di linea. Una beffa che scompiglia le carte in tavola. La politica luganese chiede a gran voce al Municipio di redigere un nuovo messaggio, di adattarlo alla mutata situazione.
- 4 novembre 2019: l’esecutivo presenta un complemento di messaggio, rivedendo la sua strategia. Da un rilancio basato sui voli di linea si passa ad un salvataggio di LASA per creare le condizioni necessarie all’entrata dei privati entro il 2020. Il futuro dello scalo sarà affidato in primo luogo all’aviazione generale.
Lo stesso giorno arriva un buon segnale dal Cantone. Il Parlamento ticinese decide di stanziare 2,4 milioni per la ricapitalizzazione dello scalo, 920'000 franchi per la copertura delle perdite e un credito quadro per un contributo annuo di 520'000 franchi per le perdite fino al 2024. La partecipazione azionaria del Cantone passa così dal 12,5 al 40%.
Come finirà? Lo scopriremo stasera....
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