
100mila franchi di contributi a fondo perso a favore del personale di Lugano Airport licenziato lo scorso anno, che si aggiungono al mezzo milione del piano sociale concesso dalla Città di Lugano. Contributo, nato da una mozione di Lorenzo Jelmini (Ppd), che è stato approvato oggi dal Gran Consiglio (63 voti favorevoli, 10 contrari e 5 astenuti) anche se il dibattito in aula, che non era nemmeno previsto, è stato particolarmente acceso.
Il contributo, va detto, è un atto volontario perché nessuna legge impone al Cantone di aprire il portafoglio. Questi 100mila franchi erano infatti il frutto di una trattativa tra i partiti. A scompigliare le carte in tavola è stato un emendamento di Matteo Pronzini (MPS) che ha proposto di aumentare il contributo dello Stato da 100mila a 300mila franchi. “Si poteva fare di più, ma non c’erano le condizioni per ottenere il consenso per portare a casa questo risultato. Alla fine quello che importa è trovare un sostegno per delle persone in difficoltà” ha sottolineato la relatrice Anna Biscossa (PS). Sulla questione, con il dibattito che si è vieppiù acceso, tra chi era contrario al credito indipendentemente dalla cifra e chi riteneva fosse un atto dovuto ai dipendenti lasciati a casa, è dovuto pure intervenire il consigliere di Stato Claudio Zali per mettere i puntini sulle “i”. “Sembrerebbe un gesto dovuto quello di co-finanziare questo piano sociale. Vi ricordo che state agendo su base volontaria. Non si tratta quindi di creare un precedente”. L’emendamento dell’MPS, che chiedeva di aumentare il contributo, è stato infine respinto.
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