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Ticino
L'Artista Bally 2013 è un fotografo di Lugano
Redazione
12 anni fa
Marco Matteo Fieni, classe 1976, ha ricevuto il prestigioso riconoscimento di "Artista Bally dell'anno"

È Marco Matteo Fieni, fotografo di Lugano, l’Artista Bally 2013.

Marco Matteo Fieni (nato a Mendrisio il 3 febbraio 1976) è un fotografo che vive e lavora tra Lugano e Zurigo. Dopo le scuole dell’obbligo effettuate nel Mendrisiotto e quelle superiori a Savosa (ex SSPSS), Fieni dopo un soggiorno di un anno in Australia (1997) cambia radicalmente orientamento professionale frequentando l’Istituto Europeo di Design (IED) di Milano tra il 1998 e il 2001.

Qui, in pieno contesto metropolitano, comincia immediatamente ad intendere la fotografia come strumento e metodo di ricerca artistica, ponendosi in controcorrente rispetto alla filosofia commerciale della scuola. Consapevole delle proprie possibilità e fortemente determinato, si è avventurato nella fotografia concettuale, esponendo la serie “Virgin times” presso Argos Project (Image festival, 2000, Vevey).

Ha continuato a sperimentare nel campo della fotografia attraverso una serie di installazioni realizzate tra il 2001 e il 2003 presso La Fabbrica (Losone), tra le quali emerge la mostra Realtà Rivelata curata da Riccardo Lisi.

Nel 2010, dopo un periodo di studio in Comunicazione presso l’Università della Svizzera Italiana (2007-2010, USI), ha intrapreso il discorso fotografico “RM - Ritratti Metropolitani”. Nel 2012 ha ricevuto in Italia il riconoscimento per la performance RM #26 di questa stessa serie (Metrocubo 2012, Ancona, IT). Tra i vari contributi di qualità pubblicati sulla rivista Ticinosette, emerge la critica legata all’identità e relative censure con “Good morning, Lugano” ricevendo lo Swiss Photo Award (ewz 2013, Zurigo).

Da dicembre 2013 è membro attivo di Visarte Svizzera.

Sulla base del progetto ricerca Ritratti Metropolitani (RM) ed in qualità di “Artista Bally dell’anno” Matteo Fieni ha deciso di pianificare un viaggio in “Europa” partendo dai Balcani e forse da Belgrado.

Il suo percorso si svilupperà seguendo un’approccio da “telefono senza filo”, ovvero sviluppando sul luogo le sinergie con le persone che si incontreranno.

Man mano che la serie di tappe (sessioni RM) si genereranno, il percorso andrà a definire una concatenzione temporale tra persone, e luoghi e impressioni. Le testimonianze accumulate attraverso i ritratti svolti costituiranno l’ossatura del progetto e saranno il “fil rouge” che darà origine a del materiale narrativo costituito da tutta una serie di elementi che si raccoglieranno lungo il tragitto, come impressioni personali e oggetti prelevati lungo il cammino.

Le testimonianze accumulate attraverso i ritratti svolti saranno il “fil rouge” che originerà altro “materiale relazionale” facendo emergere un nuovo scenario costituito dalla ricca varietà territoriale/sociale/culturale che strada facendo l’artista scoprirà.

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