
Come emerso ieri, l'europarlamentare lombarda di Forza Italia Lara Comi, nota anche in Ticino per sue prese di posizione sui frontalieri, è indagata per finanziamento illecito nella maxi inchiesta della Direzione distrettuale antimafia (Dda) di Milano (vedi articoli suggeriti).
Per gli inquirenti avrebbe ricevuto lo scorso gennaio un finanziamento illecito da 31mila euro dall'industriale bresciano e presidente della Confindustria Lombarda, Marco Bonometti, anche lui indagato per questo fatto. L'industriale le avrebbe versato quei soldi formalmente per una consulenza, sotto forma di acquisto di una tesi di laurea reperibile anche on line.
Contattata dal Corriere della Sera, la diretta interessata ha replicato afermando di aver appreso "con stupore" dell’inchiesta dai media. "Io non ho ricevuto nulla. Mi sembra comunque un’accusa assurda, perché non c’era alcun motivo di trovare eventuali consulenze false per un finanziamento. I lavori sono stati svolti, ma l’accusa, ripeto, è assurda".
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