
In un comunicato stampa odierno l'Associazione protezione uccelli selvatici (APUS) ha denunciato un caso di bracconaggio a Carona. L'Associazione cita il ritrovamento di uno sparviere maschio, colpito da due pallini di piombo, che è stato soppresso a causa della gravità delle ferite.
"Il 31 gennaio intorno alle 23 è arrivato al centro di cura e riabilitazione per uccelli selvatici, gestito dall'Associazione protezione uccelli selvatici, uno splendido esemplare di sparviere maschio, trovato a terra ferito da un privato a Carona (Luganese). Esaminandolo ci siamo immediatamente resi conto che aveva una frattura all’ala sinistra e le sue condizioni generali erano piuttosto critiche. Abbiamo subito provveduto a stabilizzarlo e a dargli tutte le cure di cui necessitava", spiega l'Associazione.
"Il 2 febbraio le sue condizioni fisiche ci hanno permesso di portarlo dal veterinario per effettuare la radiografia che ci avrebbe consentito di capire quanto fosse grave la frattura e di valutare la fattibilità di un’operazione. Purtroppo l’esame radiologico ha svelato una realtà sconvolgente, non si trattava di un trauma per cause accidentali, ma le lesioni erano dovute a uno sparo. Erano infatti chiaramente visibili due pallini di piombo di piccolo calibro rimasti dentro la coscia sinistra. La rottura delle diverse ossa (ulna, radio e clavicola) era la conseguenza dell’attraversamento dell’ala da parte dei proiettili".
Ci siamo dunque trovati davanti a un caso di bracconaggio, il primo nei tanti anni di lavoro. La situazione dello sparviere era troppo grave per riabilitarlo e reintrodurlo in natura, non sarebbe mai più riuscito a volare. Detenere questa specie in cattività per lunghi periodi è pressoché impossibile. Sono abilissimi cacciatori specializzati nel catturare piccoli volatili e topi, il loro terreno di caccia è principalmente la fitta boscaglia e hanno sviluppato un corpo sottile e un volo veloce e agile. Ci teniamo a precisare che, contrariamente a quello che molti pensano, gli sparvieri non cacciano il pollame, sono troppo piccoli per riuscire a sollevare un simile peso. Il maschio è più piccolo della femmina, arriva a cacciare al massimo prede della dimensione di un passero. Sono estremamente fobici, in cattività si rifiutano di mangiare e di cacciare, l’alimentazione forzata è impossibile da effettuare per lunghi periodi perché lo stress li porta a morte per infarto. Per questi motivi abbiamo convenuto, insieme al veterinario, fosse meglio sopprimerlo per evitargli una lunga sofferenza".
"Vorremmo ricordare che tutte le specie di uccelli indigeni, compresi i rapaci, sono protette dalla legge e ne è vietato e sanzionato l’abbattimento. Inoltre il punto dove è stato ritrovato questo esemplare è nel paese, vicino alle case, in un posto in cui non è assolutamente concesso sparare. Il fatto è sicuramente avvenuto in un raggio di pochi metri siccome, con il tipo di fratture e lesioni che abbiamo riscontrato in questo sparviere, non è possibile che abbia fatto dei grossi spostamenti. Stiamo procedendo a denunciare questo grave fatto alle autorità competenti per la salvaguardia dell’avifauna e dei cittadini", conclude il comunicato.
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